Guida Definitiva agli Incentivi 2025: Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0. Come Ottenere Fino a 50.000€ a Fondo Perduto con il Supporto di Retefin.it


Il panorama degli incentivi all’autoimprenditorialità in Italia è in procinto di vivere una trasformazione epocale. A partire dal 15 ottobre 2025, una nuova e potente ondata di agevolazioni diventerà operativa, segnando un punto di svolta per migliaia di giovani aspiranti imprenditori. Grazie al Decreto Coesione (D.L. n. 60/2024), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha messo in campo due misure gemelle, destinate a ridisegnare la geografia economica del Paese: “Autoimpiego Centro-Nord” (Art. 17) e “Resto al Sud 2.0” (Art. 18).

Queste iniziative non sono semplici sussidi, ma veri e propri “pacchetti di avviamento” che combinano contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati su investimenti e un supporto di tutoraggio strategico. L’obiettivo è chiaro: combattere la disoccupazione giovanile, stimolare l’imprenditoria e offrire un’opportunità concreta anche ai cosiddetti working poor.

La gestione della piattaforma è affidata a Invitalia, garanzia di serietà nel panorama della finanza agevolata, ma l’accesso a questi fondi richiede una preparazione meticolosa, un business plan inattaccabile e una profonda conoscenza delle pieghe burocratiche.

In questo scenario, la differenza tra un progetto approvato e un’opportunità mancata risiede spesso nella qualità della consulenza. È qui che entra in gioco Retefin.it, non un semplice intermediario, ma un partner strategico che affianca l’imprenditore dalla definizione dell’idea alla rendicontazione finale. Questo articolo non è solo una guida agli incentivi, ma una roadmap strategica per navigare questo complesso ecosistema con il supporto specialistico di Retefin.it.

 


 

1. Il Contesto Normativo: Il Decreto Coesione e la Visione Strategica

 

Per comprendere appieno la portata di queste misure, è fondamentale analizzare il loro “perché”. Il D.L. n. 60/2024, o Decreto Coesione, si inserisce in una strategia nazionale (e comunitaria) volta a ridurre i divari territoriali e sociali, utilizzando le leve della politica di coesione per stimolare l’occupazione di qualità.

Gli articoli 17 e 18 non nascono nel vuoto. Essi rappresentano l’evoluzione di misure precedenti (come la prima versione di Resto al Sud), corrette e potenziate per rispondere alle sfide attuali:

  1. Inclusione Sociale: L’apertura esplicita ai working poor e ai destinatari del programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) segnala la volontà di intercettare fasce di popolazione a rischio di marginalità economica.
  2. Rilancio Territoriale: La distinzione tra Centro-Nord e Mezzogiorno (con una dotazione potenziata per quest’ultimo) mira a bilanciare lo sviluppo, rendendo attrattivo “fare impresa” anche in aree ZES (Zone Economiche Speciali).
  3. Innovazione e Sostenibilità: Come vedremo, il bando premia (con voucher maggiorati) chi investe nel digitale e nel green, allineandosi alle direttive del PNRR.

La gestione operativa è affidata a un ecosistema collaudato:

 

  • Ministero del Lavoro: Definisce le linee guida politiche.
  • Invitalia: Gestisce la piattaforma di candidatura e l’erogazione dei fondi. È l'”interfaccia” tecnica con cui l’imprenditore dovrà dialogare.
  • Sviluppo Lavoro Italia: Coordina i servizi di tutoraggio e supporto.
  • Ente Nazionale per il Microcredito: Fornisce il tutoraggio tecnico e gestionale post-approvazione.

Comprendere questo quadro è il primo passo. Il secondo è tradurlo in un piano d’azione. Retefin.it eccelle in questa traduzione: i suoi analisti non si limitano a leggere la norma, ma ne interpretano lo spirito, assicurando che il progetto del cliente sia perfettamente allineato non solo ai requisiti formali, ma anche agli obiettivi strategici del bando, massimizzandone le chance di successo.


 

2. I Destinatari: L’Identikit del Nuovo Imprenditore (Sei Tu?)

 

Queste misure sono state disegnate con un target preciso: giovani tra i 18 e i 35 anni (alla data di presentazione della domanda) che si trovano in specifiche condizioni lavorative o di non-lavoro.

Analizziamo nel dettaglio le categorie ammesse, perché la corretta identificazione è il requisito sine qua non per accedere:

 

 

A. Inoccupati, Inattivi o Disoccupati

 

Questa è la categoria più ampia.

  • Disoccupati: Coloro che hanno perso un impiego e hanno rilasciato la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID).
  • Inoccupati/Inattivi: Spesso giovani neolaureati o neodiplomati che non hanno mai avuto un impiego formale (inoccupati) o persone che non cercano attivamente lavoro pur non studiando (inattivi, i cosiddetti NEET – Not in Education, Employment, or Training).

 

B. Disoccupati Destinatari del Programma GOL

 

 

Il programma “Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori” (GOL) è la riforma delle politiche attive del lavoro. Essere inseriti in uno dei percorsi GOL (in particolare quelli rivolti alla riqualificazione o all’autoimpiego) costituisce un canale preferenziale o comunque un requisito di accesso valido.

 

C. Working Poor (La Grande Novità)

 

Questa è la vera innovazione sociale della misura. Si rivolge a chi, pur avendo un lavoro, non supera la “soglia dell’incapienza fiscale”. In termini semplici:

  • Lavoratori Dipendenti: Con un reddito annuo inferiore a circa 8.174 €.
  • Lavoratori Autonomi: Con un reddito annuo inferiore a circa 5.500 €.

Queste soglie (che possono variare leggermente) identificano chi, pur lavorando, vive in una condizione di precarietà economica. L’incentivo offre loro una exit strategy di qualità verso l’autonomia.

 

Consulenza Retefin.it: La Verifica Preliminare

“Sono un Working Poor?” “Il mio status GOL è valido?” “La mia DID è corretta?”. Questi dubbi possono bloccare un progetto sul nascere. Retefin.it offre un servizio di check-up preliminare essenziale. Attraverso l’analisi della posizione INPS, del C2 storico e della situazione reddituale, i consulenti Retefin.it certificano l’eleggibilità del candidato prima ancora di iniziare a scrivere il business plan, evitando perdite di tempo e false partenze.


 

3. Attività Ammesse: Cosa Si Può Creare?

 

Il bando è molto ampio e copre quasi l’intero spettro delle attività economiche, purché finalizzate all’avvio di nuove iniziative (non al rilevamento di aziende esistenti, salvo specifiche eccezioni da verificare).

Le forme giuridiche ammesse includono:

  1. Lavoro Autonomo (Partita IVA): La soluzione più snella per i freelance e i consulenti.
  2. Ditta Individuale: Ideale per attività artigianali, commerciali o piccoli servizi gestiti da un’unica persona.
  3. Impresa in Forma Societaria:
    • Società di Persone (S.n.c., S.a.s.): Strutture agili, ma con responsabilità illimitata dei soci (ad eccezione degli accomandanti nella S.a.s.).
    • Società di Capitali (S.r.l.): La forma più strutturata, che garantisce la separazione patrimoniale (responsabilità limitata al capitale versato). È spesso la scelta preferita per progetti che richiedono investimenti significativi.
    • Cooperative: Perfette per progetti che uniscono una finalità mutualistica a un’attività economica.
  4. Attività Libero-Professionali:
    • Sia in forma individuale (per professionisti non ordinistici).
    • Sia in forma di Società tra Professionisti (STP), per attività ordinistiche (es. studi associati di avvocati, ingegneri, commercialisti).

Consulenza Retefin.it: La Scelta della Forma Giuridica

La scelta tra S.r.l., ditta individuale o P.IVA non è banale e ha impatti fiscali, contributivi e gestionali enormi. Retefin.it non si limita a compilare la domanda di incentivo; offre una consulenza commercialistica e legale integrata. Analizzando il progetto, il piano di investimenti e gli obiettivi a medio termine, i professionisti di Retefin.it guidano il cliente verso la struttura societaria ottimale, che massimizzi i benefici del bando e minimizzi i costi di gestione futuri.


 

 

4. Analisi Dettagliata dei Contributi: Misure a Confronto

 

Qui si trova il cuore dell’opportunità. Le agevolazioni si articolano su due binari (Voucher e Contributo sugli Investimenti) con differenze significative tra Centro-Nord e Mezzogiorno.

 

A. “Autoimpiego Centro-Nord” (Art. 17)

 

Questa misura si applica alle regioni del Centro e del Nord Italia.

 

  • Voucher a fondo perduto (per l’avvio):
    • Standard: Fino a 30.000 €.
    • Majorato: Fino a 40.000 € se l’iniziativa presenta spiccati caratteri di innovazione tecnologica (es. digital transformation, AI, IoT), sostenibilità ambientale (es. green economy, economia circolare) o impatto sociale.
  • Contributo a fondo perduto (sugli investimenti):
    • Pari al 65% degli investimenti ammissibili.
    • Per programmi di investimento fino a un tetto massimo di 120.000 €.

 

B. “Resto al Sud 2.0” (Art. 18)

 

Questa misura si applica alle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna).

  • Voucher a fondo perduto (per l’avvio):
    • Standard: Fino a 40.000 €.
    • Majorato: Fino a 50.000 € per iniziative con i medesimi caratteri di innovazione, sostenibilità o impatto sociale.
  • Contributo a fondo perduto (sugli investimenti):
    • Standard: Pari al 65% degli investimenti ammissibili (fino a 120.000 €).
    • Vantaggio ZES (Zona Economica Speciale): Se l’attività è localizzata in un’area ZES Unica del Mezzogiorno, il contributo sale al 75%!

Cosa coprono i Voucher e cosa coprono gli Investimenti?

Questa è la distinzione più importante:

 

  1. Voucher (Fondo Perduto Iniziale): Copre le spese di avvio e gestione del primo anno. È il “carburante” per partire. Include tipicamente:
    • Servizi di consulenza (come quelli offerti da Retefin.it per la stesura del piano).
    • Spese notarili e di costituzione.
    • Software, licenze e servizi digitali (canoni cloud, abbonamenti).
    • Marketing e pubblicità iniziale.
    • Affitto della sede operativa (prime mensilità).
    • Acquisto di materie prime iniziali.
  2. Contributo sugli Investimenti (Fondo Perduto Percentuale): Copre i “beni strumentali”, ovvero gli asset fisici e immateriali dell’azienda. Include:
    • Macchinari, impianti e attrezzature.
    • Hardware (PC, server, stampanti 3D).
    • Opere murarie e ristrutturazioni (entro un limite percentuale).
    • Brevetti e marchi.

Navigare questa doppia natura del contributo è complesso. Un errore nell’imputazione di una spesa (attribuirla agli investimenti anziché al voucher, o viceversa) può portare alla bocciatura dell’intera domanda. Retefin.it si occupa della redazione di un piano economico-finanziario compliant (conforme), dove ogni euro di spesa è allocato nella categoria corretta, giustificato e allineato alle direttive Invitalia.


 

5. Esempi Pratici: Dalla Teoria alla Realtà con Retefin.it

 

Per rendere concreti questi numeri, vediamo due casi di studio che Retefin.it potrebbe gestire.

 

 

Esempio 1: Chiara – “Autoimpiego Centro-Nord” (Innovazione)

 

  • Profilo: Chiara, 32 anni, di Bologna (Centro-Nord). Disoccupata GOL.
  • Idea: Avviare una S.r.l. che offre servizi di digital twin (gemello digitale) per la manutenzione predittiva di impianti industriali.
  • Carattere: Alta innovazione tecnologica.
  • Piano Finanziario:
    • Spese di avvio (consulenze, software cloud, marketing): 38.000 €
    • Investimenti (Server ad alte prestazioni, 2 stampanti 3D, sensoristica): 100.000 €
  • Contributo (con supporto Retefin.it):
    1. Voucher Majorato: Chiara ottiene il voucher da 40.000 € (invece di 30.000 €) perché Retefin.it ha saputo valorizzare nel business plan l’aspetto innovativo del progetto. Il voucher copre interamente le spese di avvio.
    2. Contributo Investimenti: Ottiene il 65% sui 100.000 € di investimenti = 65.000 €.
  • Totale Agevolazione: 40.000 € + 65.000 € = 105.000 € a fondo perduto.

 

Esempio 2: Marco – “Resto al Sud 2.0” (Sostenibilità + ZES)

 

  • Profilo: Marco, 29 anni, di Taranto (Mezzogiorno). Working poor (lavoratore part-time con reddito di 7.000 €/anno).
  • Idea: Aprire una ditta individuale per la produzione e vendita di packaging alimentare compostabile, utilizzando scarti agricoli locali.
  • Carattere: Sostenibilità ambientale ed economia circolare. La sede operativa si trova in un’area ZES.
  • Piano Finanziario:
    • Spese di avvio (costituzione, affitto, materie prime iniziali): 45.000 €
    • Investimenti (Macchinario per la pressatura, software gestionale): 80.000 €
  • Contributo (con supporto Retefin.it):
    1. Voucher Majorato: Marco ottiene il voucher da 50.000 € (invece di 40.000 €) grazie al focus green e alla filiera corta. Il voucher copre interamente le spese di avvio.
    2. Contributo Investimenti (ZES): Grazie alla consulenza di Retefin.it che ha verificato la mappatura ZES, Marco ottiene il 75% (invece del 65%) sugli 80.000 € = 60.000 €.
  • Totale Agevolazione: 50.000 € + 60.000 € = 110.000 € a fondo perduto.

Questi esempi dimostrano come una consulenza proattiva come quella di Retefin.it non si limiti a “passare le carte”, ma crei attivamente valore, massimizzando ogni bonus disponibile (Innovazione, Sostenibilità, ZES).


 

 

6. Il Processo: Dalla Piattaforma Invitalia al Tutoraggio

 

Sapere cosa si può ottenere è inutile se non si sa come ottenerlo. Il processo di candidatura, che si aprirà il 15 ottobre 2025, sarà gestito interamente sulla piattaforma di Invitalia.

 

A. La Preparazione (La Fase più Importante)

 

I bandi Invitalia sono spesso valutati “a sportello” (ordine cronologico) o “di merito” (punteggio del business plan). In entrambi i casi, la velocità e la qualità della preparazione sono tutto. Aspettare il 15 ottobre per iniziare a pensare al progetto significa aver già perso.

 

È fondamentale arrivare a quella data con:

  1. SPID, CNS o CIE attivi.
  2. Un Business Plan dettagliato e convincente.
  3. Un piano economico-finanziario a 3-5 anni.
  4. Preventivi dettagliati per ogni spesa di investimento.

Retefin.it attiva la preparazione del fascicolo cliente mesi prima dell’apertura del bando, simulando la valutazione di Invitalia e “stress-testando” il progetto per identificare e correggere ogni debolezza.

 

B. La Domanda e la Valutazione

 

La domanda prevede l’inserimento di dati anagrafici e il caricamento del piano d’impresa. Invitalia procederà poi alla valutazione formale (verifica dei requisiti) e di merito (sostenibilità del progetto).

 

Questo è il “collo di bottiglia” dove molte domande si arenano per vizi formali o piani finanziari non credibili. L’esperienza di Retefin.it nella gestione di centinaia di pratiche con Invitalia garantisce un iter fluido e riduce drasticamente il rischio di richieste di integrazione o, peggio, di rigetto.

 

C. Oltre il Denaro: Il Tutoraggio (Microcredito e Sviluppo Lavoro Italia)

 

Una volta approvata la domanda e avviata l’attività, non si viene lasciati soli. La misura prevede un robusto sistema di affiancamento gestito dall’Ente Nazionale per il Microcredito e coordinato da Sviluppo Lavoro Italia.

Questo tutoraggio è fondamentale e copre aspetti tecnici e gestionali:

 

  • Supporto nella gestione finanziaria (controllo di gestione).
  • Consulenza legale e fiscale di base.
  • Supporto strategico per lo sviluppo commerciale.

Anche in questa fase, Retefin.it rimane un partner prezioso, integrando il tutoraggio pubblico con una consulenza specialistica avanzata, specialmente per la fase di rendicontazione delle spese, un passaggio delicato necessario per ottenere l’erogazione finale dei contributi.


 

7. Conclusione: L’Opportunità è Adesso, il Partner è Retefin.it

 

Gli incentivi “Autoimpiego Centro-Nord” e “Resto al Sud 2.0” rappresentano la più importante politica di sviluppo dell’imprenditoria giovanile degli ultimi anni. Con una dotazione che può superare i 100.000 € a fondo perduto per singolo progetto, l’opportunità di trasformare un’idea in un’impresa solida è concreta.

Tuttavia, l’entusiasmo non deve far sottovalutare la complessità. La burocrazia, la redazione di un business plan a prova di valutazione, la massimizzazione dei bonus (Innovazione, Sostenibilità, ZES) e la gestione della piattaforma Invitalia richiedono competenze verticali e tempo che un aspirante imprenditore, focalizzato sul suo core business, raramente possiede.

 

Affidarsi a Retefin.it non è un costo, ma il primo e più importante investimento sul proprio progetto.

Retefin.it offre una consulenza totale che copre:

  • Analisi di Fattibilità: Verifica gratuita e immediata dei requisiti.
  • Strategia d’Impresa: Supporto nella scelta della forma giuridica e nella definizione del modello di business.
  • Redazione Business Plan: Creazione di un piano d’impresa professionale, ottimizzato per i criteri di valutazione Invitalia.
  • Massimizzazione Contributi: Analisi per l’ottenimento dei voucher maggiorati e dei vantaggi ZES.
  • Gestione Pratica: Compilazione e invio della domanda sulla piattaforma.
  • Assistenza Post-Approvazione: Supporto nella fase di erogazione e rendicontazione.

L’apertura della piattaforma il 15 ottobre 2025 è vicina. Il momento di prepararsi non è domani, è oggi.


Sei pronto a trasformare la tua idea in un’impresa di successo sfruttando al massimo gli incentivi statali?

Non aspettare. Contatta oggi stesso i consulenti di Retefin.it per un’analisi preliminare gratuita del tuo progetto. Il tuo futuro non può permettersi di aspettare.

#Finsubito

Chi Siamo

#Finsubito marchio gruppo Retefin composta da consulenti specializzati in consulenza di finanza agevolata, con l’obiettivo di supportare imprese e privati nell’accesso a strumenti finanziari e opportunità di agevolazione.

Le nostre consulenze e attività professionali sono erogate esclusivamente da consulenti abilitati, garantendo competenza, trasparenza e professionalità in ogni fase del percorso.

Servizi Offerti

Finanziamenti e Mutui Le pratiche di finanziamento e mutuo vengono gestite unicamente da mediatori creditizi abilitati. 👉 Per queste attività non è previsto alcun costo anticipato.

Finanza Agevolata La consulenza iniziale è gratuita. Successivamente, in base alla complessità e alla tipologia dell’operazione, verrà elaborato e condiviso un preventivo personalizzato, chiaro e trasparente.

La Nostra Filosofia

Retefin si distingue per un approccio fondato su:

Professionalità: solo consulenti e mediatori qualificati.

Trasparenza: nessun costo nascosto o spese anticipate.

Personalizzazione: soluzioni su misura per le esigenze specifiche di ogni cliente.

 

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