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Il decreto Salva casa permette di sanare una veranda abusiva? Una veranda realizzata senza permessi per chiudere un balcone incassato o un porticato permette di avere un ambiente in più in casa da sfruttare utilizzando i muri perimetrali. Non sempre per realizzare queste strutture si chiedono i permessi e di fatto si configura un abusivismo edilizio (si aumenta la cubatura dell’immobile chiudendo un balcone o un porticato).

Non sempre i Comuni perseguono questa tipologia di abusi (di cui molto spesso sono a conoscenza), ma nel momento che si decide di vendere l’immobile vengono alla luce influendo negativamente (chi acquisterebbe una casa con una parte abusiva?).

Quello che non tutti sanno, però, è che parte delle tipologie di verande sono state già liberalizzate nel tempo e, quelle che non lo sono state in passato non possono essere sanate neanche con il decreto Salva casa. Nel mezzo tra queste due tipologie, però, si trovano le cosiddette verande attrezzate, quelle che con il tempo sono state trasformate in bagni (allaccio idrico e presenza di sanitari) o in cucine (allaccio idrico, piani cottura ed elettrodomestici).

Veranda sul balcone, Cila o Scia?

Per effettuare dei lavori di costruzione in casa è necessario che prima di ottenga dal Comune il permesso che può essere rappresentato da:

  • Cila, ovvero la comunicazione di inizio lavori asservata per interventi di manutenzione straordinaria leggera, che non incidono sulla struttura (spostamento di pareti interne, realizzazione di un tramezzo, apertura o chiusura di una porta, ecc…);
  • Scia, ovvero segnalazione certificata di inizio attività necessaria in caso di interventi più impattando che vanno a modificare le caratteristiche della struttura dell’immobile.

Realizzare una veranda chiusa, cosa che come abbiamo detto aumenta il volume dell’immobile alterandone anche la struttura, richiede il rilascio del permesso a costruire o della Scia.

Verande senza permessi e autorizzazione

Se le verande che si realizzano non sono in struttura fissa, ma amovibile (un esempio sono le Vepa), non c’è bisogno per l’installazione di alcun permesso perché si tratta di interventi che rientrano nell’edilizia libera. Questa tipologia di verande viene installata non tanto per creare un ambiente abitabile in più nella casa, quando per proteggere dal caldo e dal freddo l’intero immobile.

Le verande amovibili erano state liberalizzate già dal Decreto Aiuti del 2022 che ha modificato il Testo Unico dell’Edilizia aggiungendo all’ art. 6, comma 1, la lettera b) bis che recita:

gli interventi di realizzazione e installazione di vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti, cosiddette VEPA, dirette ad assolvere a funzioni temporanee di protezione dagli agenti atmosferici, miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche, riduzione delle dispersioni termiche, parziale impermeabilizzazione dalle acque meteoriche dei balconi aggettanti dal corpo dell’edificio o di logge rientranti all’interno dell’edificio, purché tali elementi non configurino spazi stabilmente chiusi con conseguente variazione di volumi e di superfici, come definiti dal regolamento edilizio-tipo, che possano generare nuova volumetria o comportare il mutamento della destinazione d’uso dell’immobile anche da superficie accessoria a superficie utile.

In questa tipologia di verande, di fatto, rientrano solo quelle amovibili che, come abbiamo specificato, sono ormai sanate dal 2022.

Quali sono le verande abusive sanabili con il decreto Salva casa?

Per le verande che non rientrano tra quelle sanate dal decreto Aiuti del 2022, quali sono quelle sanabili grazie al decreto Salva casa? Il nuovo decreto permette di sanare anche le verande chiuse, sia arredate che attrezzate, ma a determinate condizioni.

Prima di maggio 2024, per regolarizzare verande e pergolati il limite di tolleranza era al massimo del 2% della superficie dell’immobile. Questo significa che per un appartamento di 100 metri quadrati era possibile sanare ambienti di massimo 2 metri quadrati.

Il decreto Salva casa amplia i limiti di tolleranza portando al:

  • 5% per superficie utile inferiore a 100 mq;
  • 4% per superficie utile compresa tra 100 e 300 mq;
  • 3% per superficie utile tra 300 e 500 mq;
  • 2% per superficie utile superiore a 500 mq.

Cosa significa in termini pratici? Vediamo la superficie sanabile in base ai metri quadrati dell’immobile:

  • per un appartamento di 100 metri quadri è possibile sanare un veranda abusiva chiusa che non supera i 5 mq (la tolleranza è al 5%);
  • per un appartamento di 200 metri quadri è possibile sanare una veranda chiusa di 8 mq;
  • se la casa è di 300 mq è possibile sanare una veranda chiusa di 9 mq.
Decreto Salva Casa, quanto costerà sanare un abuso?

 

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