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Il Cdm di ieri, 30 aprile, ha approvato il decreto Politiche di coesione e il dl per la revisione del regime di Ires e Irpef. Le misure approvate ricadono in quello che stato chiamato decreto Primo Maggio. Molti gli interventi e le misure contenute in essi che andranno non solo a incentivare le assunzioni, ma porteranno anche benefici economici nelle tasche delle famiglie con redditi più bassi.

La misura che suscita maggior interesse è quella che è stata ribattezzata bonus Befana, ovvero il bonus da 100 euro di gennaio 2025 che prende il posto della detassazione delle tredicesima che, per quest’anno, non è attuabile.

Deduzioni per chi assume, agevolazioni contributive, bonus tredicesima e cuneo fiscale solo alcuni i temi toccati dal decreto Primo Maggio approvato proprio a ridosso della festa dei lavoratori.

Decreto Primo Maggio, quali incentivi?

Si tratta del tredicesimo decreto attuativo della delega fiscale che prevede, oltre all’una tantum di gennaio per le famiglie con reddito fino a 28.000 euro, anche numerose misure volte ad incentivare le assunzioni. Vendiamo nello specifico le misure contenute.

Il decreto dovrebbe contenere diversi incentivi tra cui:

  • quello che è stato ribattezzato superbonus assunzione con la deduzione del 120% per le aziende che aumentano i dipendenti;
  • bonus tredicesime;
  • bonus assunzioni al Sud;
  • detassazione dei premi di produzione.

Gli interventi, quindi, sono quelli già annunciati e alcuni di essi non sono neanche una vera e propria novità. Vediamo nello specifico le misure previste.

Bonus tredicesime

Il bonus tredicesima era l’unico incentivo ancora in forseche doveva consistere in un una tantum di importo pari a 80 (o forse 100 euro) che sarebbe andato nelle tasche di lavoratori con reddito da lavoro dipendente che non supera i 28.000 euro e con coniuge e almeno un figlio a carico.

Nulla di fatto per la detassazione della tredicesima 2024, ma il beneficio slitta a gennaio e viene chiamato bonus 100 euro: saranno erogati 100 euro ai lavoratori dipendenti con reddito fino a 28.000 euro sposati e con almeno un figlio a carico.

Da tenere presente che il bonus 100 euro sarà tassato e, di fatto, nelle tasche dei lavoratori arriveranno circa 80 euro. In ogni caso il bonus non spetterà agli incapienti (chi ha reddito fino a 8.500 euro) e avrà un importo variabile visto che è legato al periodo di lavoro effettivamente svolto nel 2023. L’erogazione del bonus non è automatico il dipendente dovrà farne richiesta in forma scritta al datore di lavoro attestando di averne diritto. Sarà poi compito del sostituto di imposta verificare il diritto.

Premi produttività

Sui premi produttività nell’ultimo periodo si era molto parlato e le bozze circolate, come le ipotesi, prevedevano un aumento dell’aliquota dal 5 al 10% per importi non superiori a 3.000 euro.

A quanto pare, però, al riguardo il governo ha deciso di fare un passo indietro, ma va considerato anche che non saranno moltissime le aziende che lo prenderanno in considerazione visto l’importo e la difficoltà di mettere in pratica il beneficio.

Superbonus assunzioni

Se ne era parlato anche lo scorso anno come una misura prevista dalla riforma fiscale e non ancora attuata. Interessate dal provvedimento dovrebbero essere poco meno di 400.000 imprese, secondo il Def di aprile.

In cosa consiste? Si tratta di un incentivo, come detto, rivolto alle imprese a patto che aumentino il numero dei propri lavoratori effettuando nuove assunzioni. I benefici più corposi saranno destinati a coloro che assumo quelli che sono considerati lavoratori bisognosi di tutela, ovvero:

  • under 35;
  • donne;
  • imprese del Mezzogiorno.

Bonus assunzione giovani

Per due anni, nel limite di 500 euro al mese, sono previsti sgravi contributivi al 100% per chi assume giovani che non hanno compiuto i 35 anni con contratto a tempo indeterminato. Nelle imprese della Zona Economica Speciale Unica del Mezzogiorno, gli sgravi riguardano anche gli over 35 anni, a patto che siano disoccupati da almeno 24 mesi.

Bonus assunzione donne

Al fianco del bonus per l’assunzione dei giovani c’è anche il bonus per l’assunzione di lavoratrici svantaggiate che prevede un esonero contributivo del 100% nel limite di 650 euro al mese per chi assume donne con contratto a tempo indeterminato

Oltre ai bonus giovani e donne, c’è anche il Bonus Zes per le aziende che hanno fino a 15 dipendenti che assumono nel Mezzogiorno. Anche in questo caso lo sgravio contributivo è per 24 mesi.

Decontribuzione per tre anni per imprenditoria digitale

Il decreto Coesione prevede anche incentivi per l’autoimprenditorialità stabilendo una decontribuzione totale per 3 anni (massimo 800 euro al mese) per gli under 35 che fanno impresa nel settore digitale o della transazione green.

Stretta sul lavoro in nero, anche in casa

Il decreto sui fondi europei di coesione prevede strette anche sui lavori in casa. I committenti sono obbligati a verificare che il costo della manodopera sia adeguato. Questa regola prima valeva solo per gli appalti oltre i 500mila euro, ora è stata prevista per tutti i lavori in casa con costo dai 70mila euro in poi.

In pratica è stato fissato il limite su quello che è il costo medio di una ristrutturazione di un appartamento e la dichiarazione di congruità dei compensi dovrà essere sottoscritta o dal committente o dal direttore dei lavori. Le sanzioni previste in caso di contestazioni arrivano fino a 5.000 euro.

 

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