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Il Governo mette sul piatto importanti sgravi fiscali per le aziende che assumono – soprattutto quando sono ubicate nel Sud Italia – e decide di detassare i premi di produzione. La maxi deduzione prevista per le assunzioni – che in un certo senso funziona nello stesso modo del Superbonus edilizio – rende deducibile il costo del lavoro al 120% – aliquota che, in alcuni casi, può salire al 130% quando a essere coinvolti sono le donne, i giovani e i soggetti che beneficiano del reddito di cittadinanza. Non importa quale forma societaria abbiano assunto le aziende. Possono utilizzare lo strumento anche i lavoratori autonomi.

Il Superbonus per le assunzioni è previsto dal primo modulo della riforma fiscale, che è contenuto all’interno del DLGS 216/2023. Il governo Meloni, proprio attraverso il Def di aprile, ha deciso di stabilizzare la nuova forma di incentivazione. La novità, attraverso la quale sono stati sostituiti una serie di incentivi scaduti nel corso del mese di novembre 2023, dovrebbe interessare una platea di 380 mila imprese.

Superbonus assunzioni, cosa prevede il decreto

Complessivamente a costituire la bozza del decreto Economia e Lavoro sono sei articoli, dai quali si evince che a beneficiare del Superbonus assunzioni saranno le seguenti aziende:

  • le società di capitali;
  • gli enti non commerciali, anche se solo limitatamente per i neoassunti che vengono impiegati nell’esercizio delle attività commerciali;
  • le società di persone;
  • le imprese individuali;
  • le società e gli enti che non sono fiscalmente residenti in Italia. Le assunzioni devono coinvolgere soggetti impiegati nell’attività commerciale nel nostro paese attraverso una stabile organizzazione;
  • i soggetti che esercitano arti e professioni, anche sotto forma di associazione professionale;
  • le società semplici, che svolgono l’attività di lavoro autonomo.

Non hanno la possibilità di accedere al Superbonus assunzioni i soggetti che non risultino essere titolari di un reddito d’impresa, come ad esempio gli imprenditori agricoli e quanti stiano svolgendo un’attività commerciale in via occasionale.

Allo stesso modo non hanno la possibilità di accedere all’agevolazione le società e gli enti che siano:

  • in liquidazione ordinaria;
  • in liquidazione giudiziale;
  • in un qualsiasi istituto liquidatore previsto dalla crisi d’impresa.

In cosa consiste il Superbonus assunzioni

Il Superbonus assunzioni non costituisce un’assoluta novità nel panorama normativo italiano. È un provvedimento che è stato introdotto attraverso la riforma fiscale del 2023, ma che deve essere ancora attuato.

La misura verrà introdotta attraverso un decreto interministeriale e verrà finanziata con la revisione dei fondi europei di Coesione. Potenzialmente, stando alle stime del Def, ad essere interessate da questa misura sono almeno 380.000 imprese.

Avranno diritto ad accedere al nuovo incentivo le imprese che assumono nuovi lavoratori. I maggiori benefici arriveranno a quanti assumono dei lavoratori svantaggiati:

  • under 30;
  • percettori del reddito di cittadinanza;
  • disoccupati.

Il Superbonus, in estrema sintesi, consiste in un’agevolazione fiscale che viene realizzata attraverso una maggiorazione del costo del lavoro dei nuovi assunti. È bene sottolineare che l’incentivo andrà a sostituire il bonus assunzioni per gli under 36 e donne, che sono scaduti lo scorso 31 dicembre e che non sono stati rinnovati.

La super deduzione è pari:

  • al 120% per l’assunzione di lavoratori a tempo indeterminato;
  • al 130% per l’assunzione dei lavoratori svantaggiati, tra i quali ci sono le persone con disabilità, i giovani ammessi agli incentivi all’occupazione giovanile e le donne di qualsiasi età con almeno due figli.

Un decreto attuativo congiunto tra il MEF e il Ministero del Lavoro provvederà a definire le diverse disposizioni. Nello specifico si presterà attenzione alla determinazione dei coefficienti di maggiorazione per i lavoratori svantaggiati, in modo che la maggiorazione complessiva non vada a superare il 10% del costo del lavoro sostenuto per queste categorie.

Bonus tredicesima 2024

Al vaglio, tra l’altro, ci sarebbe anche il cosiddetto bonus tredicesima. Un incentivo una tantum di 80 o 100 euro che è destinato ad una platea ben precisa di lavoratori (per il momento si tratta unicamente di un’ipotesi, che non è stata confermata dal testo ufficiale). L’agevolazione spetterebbe:

  • a quanti percepiscono un reddito da lavoro dipendente inferiore a 28.000 euro;
  • a quanti hanno un coniuge e/o almeno un figlio a carico.

La misura sarebbe valida unicamente per la tredicesima del 2024.

Premi di produttività

Per i premi di produttività, invece, c’è stato un parziale passo indietro. Nelle bozze in circolazione l’aliquota è salita dal 5 al 10%, sempre per importi inferiori a 3.000 euro.

 

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