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Le pensioni del prossimo mese saranno accreditate su conto bancario il 1º febbraio, mentre si potranno ritirare in contanti alle Poste dal 1º al 6 febbraio. Vediamo a chi spettano gli aumenti e chi non li riceverà fino a marzo.

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Le prossime pensioni verranno accreditate il 1º febbraio sui conto corrente dei titolari. Mentre verranno distribuite in contanti agli sportelli postali dal 1º febbraio al 6 febbraio. Fuori dagli Uffici potrebbe essere affissa una turnazione alfabetica consigliata per il ritiro.

Nel 2023 gli assegni aumentereanno. A causa dell’inflazione record, verrà applicata una rivalutazione del 7,3% e cambierà anche il sistema di calcolo della perequazione, passando da tre scaglioni a sei fasce.  A febbraio, però, vedranno l’aumento dell’importo solo coloro che pecepiscono un assegno fino a 2.101,52 euro, ovvero quattro volte il minimo. Tutti gli altri dovranno aspettare il mese di marzo, quando saranno accreditati anche gli arretrati di gennaio e febbraio.

Con il decreto n. 103604 del 23 dicembre 2022,  l’Inps ha riportato il valore dei tassi che si applicano nel periodo tra il 1° gennaio 2023 e il 31 marzo 2023 per i prestiti estinguibili con cessione del quinto dello stipendio e della pensione, un particolare tipo di prestito riservato ai lavoratori dipendenti e ai titolari di trattamento previdenziale.

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Pagamento pensioni di febbraio 2023, il calendario e le date di Poste Italiane

Il calendario delle pensioni di febbraio varia in base alle modalità di erogazione. Sono previste due tranche:

  • dal 1º febbraio al 6 febbraio in contanti agli sportelli postali (all’esterno di molti uffici dovrebbe essere affissa una turnazione alfabetica consigliata per il ritiro);
  • il 1º febbraio tramite accredito su Libretto di Risparmio, Conto BancoPosta, Postepay Evolution, carta Postamat o Carta Libretto.

Come controllare il cedolino delle pensioni di febbraio sul sito dell’Inps

Per controllare l’importo del cedolino della pensione bisogna entrare nella propria sezione personale sul sito Inps. Ci sono alcuni semplici passaggi da seguire:

  • effettuare l’accesso alla propria sezione personale sul portale Inps tramite Pin, Spid, Carta d’Identità Elettronica (Cie) o Carta Nazionale dei Servizi (Cns);
  • cliccare sulla sezione dedicata del portale;
  • cliccare sull’icona che fa al caso proprio (sono disponibili, ad esempio, i servizi “ultimo cedolino”, “confronta cedolino”, “modifica dati personali”, “recupero Certificazione Unica”).

La tabella degli aumenti delle pensioni dal 2023

Ogni anno le pensioni vengono rimodulate in base al dato inflazionistico calcolato dall’Istat. Nel 2023, a causa dell’inflazione record, ci sarà una perequazione del 7,3% e cambierà anche il sistema di perequazione, che rimarrà in vigore fino alla fine del 2024. Le nuove tabelle seguiranno il metodo delle fasce: la percentuale di rivalutazione verrà applicata sull’intero importo lordo della pensione, risultando così meno favorevole per gli assegni più alti.  I tre vecchi scaglioni di rivalutazione funzionavano, invece, come quelli di contribuzione Irpef. Le nuove fasce di calcolo adottate saranno sei:

  • l’adeguamento sarà applicato a pieno (il 100% del 7,3%) sulle pensioni fino a 2.101,52 euro, ovvero fino quattro volte il minimo lordo, fissato a 525,38 euro per tutti e a 600 euro per gli over 75;
  • all’85% del 7,3% (6,2%) tra quattro e cinque volte il minimo lordo (quindi tra 2.101,52 e 2.626,90 euro);
  • al 53% del 7,3% (3,9%) tra cinque e sei volte il minimo lordo (tra 2.627 e 3.152 euro);
  • al 47% del 7,3% (3,4%) tra sei e otto volte il minimo (tra 3.152 e 4.203 euro);
  • al 37% del 7,3% (2,7%) tra otto e dieci volte il minimo (tra 4.203 e 5.254 euro);
  • al 32% del 7,3% (2,3%) oltre dieci volte il minimo (sopra 5.254 euro).

Gli aumenti che dovevano partire già da inizio anno, pesando quindi sulle pensioni di gennaio, non sono scattati per tutti. L’Inps, infatti, non è riuscito a ricalcolare tutti i nuovi importi in base alla perequazione. Nel cedolino di gennaio hanno ricevuto la maggiorazione solo coloro con un assegno 2022 fino 2.101,52 euro.  L’Istituto ha comunicato che la rivalutazione sarà applicata anche al resto delle pensioni, ovvero quelle superiori 2.101,52 euro, solo a marzo, quando saranno accreditati anche gli arretrati di gennaio e febbraio.

Di quanto aumentano le pensioni minime e per chi

Nel 2023 aumenteranno anche le pensioni minime per gli over 75, passando dai 525,38 euro a 600 euro. L’incremento è previsto solo in base all’età e senza limiti di reddito. Oltre all’aggiustamento dell’importo base, chi ha più di 75 percepirà una rivalutazione aggiuntiva del 6,4%, oltre a quella base del 7,3%. In questo modo l’assegno di febbraio dovrebbe ammontare a circa 697 euro.

Non aumenteranno, invece, le pensioni minime degli underr 75 anni, che continueranno a ricevere 525,38 euro.  Anche a loro, però, spetterà una rivalutazione aggiuntiva: l’,1,5%, oltre a quella del 7,3%. In questo modo gli assegni mensili arriveranno a circa 570 euro.

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