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Richiedi le agevolazioni ZES

Fino al 60% di credito imposta

Il nuovo Decreto Sud dà il via dal 1° gennaio 2024 alla Zona economica speciale per il Mezzogiorno o ZES unica, che ricomprenderà i territori delle regioni Campania, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. L’obiettivo è la crescita e il consolidamento economico delle aree del Mezzogiorno per favorire lo sviluppo del sistema produttivo delle regioni italiane più svantaggiate.

La Zona economica speciale è una zona delimitata del territorio dello Stato nella quale l’esercizio di attività economiche da parte di aziende già operative o di nuovo insediamento, può beneficiare di speciali condizioni in ragione degli investimenti realizzati e dalle attività di sviluppo intraprese dalle stesse imprese.

Il Piano strategico della ZES unica ha durata triennale a partire dal 2024 e definisce, in coerenza con il PNRR, la politica di sviluppo della ZES unica, individuando, anche in modo differenziato per le regioni che ne fanno parte, i settori da promuovere e quelli da rafforzare, gli investimenti e gli interventi prioritari per lo sviluppo delle regioni del Sud e le modalità di attuazione.

Tra le principali novità, la possibilità per le imprese del Sud di accedere al credito d’imposta e l’istituzione del portale web della ZES unica, che fornirà tutte le informazioni sui benefici riconosciuti alle imprese e garantirà l’accessibilità allo sportello unico digitale ZES, denominato S.U.D. ZES, nel quale confluiranno tutti gli sportelli unici digitali attivi.

Tramite lo sportello unico sarà possibile gestire:

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Fino al 60% di credito imposta

i procedimenti amministrativi inerenti alle attività economiche e produttive di beni e servizi e tutti i procedimenti amministrativi concernenti la realizzazione, l’ampliamento, la cessazione, la riattivazione, la localizzazione e la rilocalizzazione degli impianti produttivi;
i procedimenti amministrativi riguardanti l’intervento edilizio, compresi gli interventi di trasformazione del territorio ad iniziativa privata e gli interventi sugli edifici esistenti e quelli necessari alla realizzazione, modifica ed esercizio dell’attività produttiva;
i procedimenti amministrativi riguardanti la realizzazione, l’ampliamento e la ristrutturazione di strutture dedicate ad eventi sportivi o eventi culturali di pubblico spettacolo.

Riportiamo le parole del Presidente Meloni in occasione della conferenza “L’Italia delle Regioni”:

“Parallelamente al percorso di revisione ai Fondi di coesione, abbiamo lavorato su un altro strumento che considero molto efficace per ridurre il divario tra Nord e Sud, che è la ZES unica, la Zona Economica Speciale unica per tutte le Regioni del Mezzogiorno. Considero questa una grande vittoria, una grandissima opportunità per il Mezzogiorno di competere finalmente ad armi pari con il resto della Nazione e non solo.”

Il credito d’imposta per la Zes unica

Il Decreto Sud concede alle imprese ubicate nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise e Abruzzo un contributo sotto forma di credito d’imposta nella misura massima consentita dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

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Fino al 60% di credito imposta

Di seguito le intensità massime di aiuto distinte per regione e per dimensione aziendale.

Campania, Puglia, Calabria, Sicilia:

piccole imprese: 60%
medie imprese: 50%
grandi imprese: 40%

Basilicata, Sardegna, Molise:

piccole imprese: 50%
medie imprese: 40%
grandi imprese: 30%

Abruzzo:

piccole imprese: 35%
medie imprese: 25%
grandi imprese: 15%

L’agevolazione fiscale sarà concessa in caso di investimenti facenti parte di un progetto di investimento iniziale e relativi all’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati ad essere impiegati in strutture produttive già esistenti o che vengano realizzate nel territorio e all’acquisto di terreni, nonché all’acquisizione, alla realizzazione ovvero all’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti. Attenzione però, perché il valore dei terreni e degli immobili non potrà superare il 50% del valore complessivo dell’investimento oggetto dell’agevolazione.

Il credito d’imposta maturato e a cui avranno diritto le imprese che effettueranno tali investimenti, sarà calcolato sul costo complessivo dei beni acquistati. Sono ammissibili anche gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria. In quest’ultimo caso, si assumerà come base di calcolo il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni, al netto delle spese di manutenzione.

Per accedere al credito d’imposta della ZES unica, le imprese del Mezzogiorno dovranno realizzare progetti di investimento dal valore minimo complessivo di 200.000 euro.

Inoltre, le imprese beneficiarie dovranno continuare a svolgere l’attività d’impresa nell’area della ZES unica all’interno della quale è stato realizzato l’investimento, per almeno cinque anni successivi al completamento del progetto, pena la revoca del beneficio concesso e la restituzione di quanto eventualmente già goduto.

Il credito d’imposta maturato sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione e dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riconoscimento del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo.

Per le imprese che operano nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, nel settore della pesca e dell’acquacoltura e nel settore della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura, gli aiuti sono concessi nei limiti e alle condizioni previsti dalla normativa europea in materia di aiuti di Stato nei settori agricolo, forestale, ittico e delle zone rurali.

Sono escluse dal regime agevolativo le imprese attive nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera e della lignite, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione, dello stoccaggio, della trasmissione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche e della banda larga. Alla lista dei settori esclusi si aggiunge quello creditizio, finanziario e assicurativo.

Anche in questo caso, come già previsto per il credito d’imposta 4.0, non potranno accedere al beneficio fiscale le imprese in stato di liquidazione o di scioglimento e le imprese in difficoltà.

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Cumulabilità e rideterminazione del credito d’imposta

Se i beni oggetto dell’agevolazione non entrano in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione, il credito d’imposta dovrà essere rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni non entrati in funzione.

La rideterminazione opererà anche nel caso in cui, entro il quinto periodo d’imposta successivo a quello nel quale i beni sono entrati in funzione, questi siano dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalità estranee all’esercizio dell’attività d’impresa ovvero destinati a strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto all’agevolazione. In questi ultimi casi, dalla base di calcolo del credito d’imposta dovrà essere escluso il valore dei beni anzidetti.

Consentita invece la cumulabilità con gli aiuti de minimis e con gli altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi. La conditio sine qua non è che tale cumulo non comporti il superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti normative europee di riferimento.

La nuova disciplina, quindi, interviene per colmare il vuoto che si verificherebbe nel 2024 per le imprese del Mezzogiorno e determinato dalla scadenza al 31/12/2023 del Bonus Sud, già precedentemente prorogato dalla Legge di Bilancio 2023.

Per le modalità di accesso al beneficio e i criteri di applicazione e di fruizione del credito d’imposta si dovrà attendere un nuovo decreto del Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze entro il 30 dicembre 2023.



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