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Scopri cosa accade dopo un atto di precetto, il pignoramento, i tempi, le scadenze e le possibili opposizioni del debitore. Informazioni utili e dettagliate per chi è coinvolto in questa procedura.

Ricevere un atto di precetto può essere una situazione difficile da affrontare per un debitore, specie se non ha competenze in materia legale. In verità, l’atto di precetto è – almeno il più delle volte – solo l’ultimo atto di una catena di altri atti volti a riscuotere un credito o ad ottenere un determinato comportamento dal debitore. Il quale quindi avrà già ricevuto probabilmente altre notifiche (ad esempio una citazione, un ricorso per decreto ingiuntivo, ecc.). Il precetto è il primo atto di riscossione solo in due casi: quando il creditore possiede un assegno o una cambiale protestati o quando è una banca e possiede un contratto di mutuo stipulato dinanzi al notaio.

Ma esattamente cosa succede dopo un atto di precetto? È importante essere informati sulle fasi successive e sulle possibili azioni da intraprendere per tutelare i propri interessi. In questo articolo, analizzeremo le diverse fasi che seguono un atto di precetto, i tempi, le scadenze e le possibili opposizioni che il debitore può intraprendere per difendersi.

Cos’è un atto di precetto?

L’atto di precetto è un atto del creditore che consiste nell’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal cosiddetto titolo esecutivo (sentenza, decreto ingiuntivo, mutuo notarile, assegno, cambiale). L’intimazione contiene l’avviso di adempiere entro un termine non inferiore a 10 giorni con l’avvertimento che, nel caso in cui tale adempimento non avvenga, si procederà a

esecuzione forzata.

Il precetto non è un atto diretto all’instaurazione di un giudizio, né è un atto che rientra nella procedura di esecuzione forzata.

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Come si notifica il precetto?

Il precetto viene notificato a mezzo dell’ufficiale giudiziario (o, nel caso di società e professionisti, tramite PEC).

In generale titolo esecutivo e atto di precetto si notificano contestualmente, ma è anche possibile notificare prima il titolo e poi l’atto.

La notifica congiunta non è ammessa nel caso di morte del debitore, quando si procede contro gli eredi

Qual è il passo successivo a un atto di precetto?

In generale, il passo successivo a un atto di precetto è il pignoramento dei beni del debitore. Tuttavia, non capita di rado che il creditore notifichi il precetto solo per stimolare il pagamento, specie se è a conoscenza del fatto che il debitore non possiede beni pignorabili. Nulla infatti esclude che si possa notificare un precetto e poi rimanere del tutto inerti.

Quando avviene il pignoramento dopo la notifica del precetto?

Il pignoramento non avviene immediatamente dopo la notifica del precetto. Il debitore ha infatti un termine di

10 giorni per effettuare il pagamento o comunque adempiere alla prestazione richiesta dal creditore. Se entro questo termine il debitore adempie al pagamento, il pignoramento non avrà luogo. Viceversa, se l’adempimento non viene posto in essere, il creditore potrà decidere se attendere o se procedere con l’esecuzione forzata (appunto il pignoramento dei beni del debitore).

Quando scade un precetto?

Se il pignoramento non viene effettuato entro 90 giorni dalla notifica del precetto, quest’ultimo “va perento”, ovvero scade. In questo caso, il creditore dovrà notificare un nuovo atto di precetto se intende procedere al pignoramento. In tal caso, sull’atto verrà scritto “Atto di precetto in rinnovazione”, tuttavia questa dicitura non è richiesta a pena di nullità.

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Quali sono i costi del precetto per il creditore?

Il precetto comporta costi per il creditore, che deve corrispondere i diritti di notifica all’ufficiale giudiziario e l’onorario all’avvocato. Pertanto, è probabile che il creditore non ricorra a questa procedura molte volte se sa che il debitore non è in grado di pagare.

Quali tipi di pignoramento possono seguire un atto di precetto?

Il precetto può anticipare tre tipi di pignoramento:

  • pignoramento mobiliare: in questo caso, il debitore non riceverà alcun altro atto, ma si vedrà comparire l’ufficiale giudiziario a casa per procedere al pignoramento dei beni mobili.
  • pignoramento immobiliare: in questo caso, il debitore riceverà l’atto di pignoramento con l’indicazione dell’immobile pignorato.
  • pignoramento presso terzi, come il conto corrente, la pensione o lo stipendio: in questo caso, sia il debitore sia il terzo (ad esempio, la banca o il datore di lavoro) riceveranno l”atto di pignoramento.

Quali opposizioni può fare il debitore contro l’atto di precetto?

Il debitore può presentare due tipi di opposizioni contro l’atto di precetto:

  • opposizione per vizi di forma (art. 617 cod. proc. civ.): ad esempio, se il debitore non ha mai ricevuto una notifica precedente all’atto di precetto. Questa opposizione va presentata entro 20 giorni dalla notifica del precetto;
  • opposizione per vizi di sostanza (art. 615 cod. proc. civ.): ad esempio, se il pagamento è stato effettuato oppure se il precetto è stato notificato a un soggetto diverso dal debitore. In questo caso, non ci sono termini di scadenza per presentare l’opposizione.

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