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Negli ultimi cinque anni, oltre 510mila imprese italiane hanno investito nella green economy e nella sostenibilità come strategia per affrontare meglio il futuro e le crisi potenziali. Nel quinquennio 2018-2022, secondo GreenItaly, 1 impresa su 3 ha effettuato investimenti su processi e prodotti a maggior risparmio energetico, idrico e a minor impatto ambientale. Le imprese che hanno investito nella green economy si attendono un incremento di produzione rispetto all’anno precedente (atteso dal 43% di queste imprese), un aumento del fatturato (atteso dal 47%), una crescita del numero di occupati (per il 29%) e un aumento delle esportazioni (30%). Sono alcuni dei dati GreenItaly 2023, il rapporto realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con il Centro Studi Tagliacarne, che ogni anno fornisce un’analisi approfondita sullo stato di avanzamento della green economy in Italia e nel mondo, evidenziando i suoi effetti sulla competitività dei sistemi produttivi. Alle aziende italiane, quindi, investire nella green economy conviene.

Lo studio fornisce una risposta a uno dei quesiti spesso legati alle analisi sugli investimenti in sostenibilità, a maggior ragione nelle fasi di crescita debole come quella che stiamo vivendo. Infatti, se è ormai assodato che tanto i consumatori, quanto gli investitori e le istituzioni sono sempre più attenti alle tematiche Esg, è pur vero che non è facile convincere i decisori aziendali a investire in una direzione senza un’idea di massima del ritorno sull’investimento.

Questo concetto vale anche nel momento in cui si vanno a considerare le misure delle politiche di sviluppo, specialmente quelle promosse dalla Ue. Interessante a questo proposito quanto emerge dall’analisi dell’intervento per favorire il risparmio dell’acqua in agricoltura del Programma di sviluppo rurale del Veneto 2014-2022. L’80% delle 1.200 aziende che hanno beneficiato di questo finanziamento ha dichiarato di aver aumentato la Produzione lorda vendibile (Plv), per un valore compreso tra il 10% e il 30%. Il miglioramento in termini economici è derivato da tre principali effetti prodotti dall’investimento: l’aumento della quantità prodotta della stessa coltura (52% delle aziende), l’introduzione di colture a più alto valore aggiunto (20% delle aziende) e l’incremento del prezzo di vendita delle produzioni già presenti (16% delle aziende).

Un sostegno concreto alle imprese agricole che vogliono investire in interventi ambientali arriva in queste settimane dal Complemento regionale per lo sviluppo rurale per il Veneto 2023-2027. Tra gli interventi attivati di recente, infatti, c’è anche un sostanzioso pacchetto di azioni finalizzate proprio agli investimenti per l’ambiente, il clima e il benessere animale. I tre bandi attivati stanziano complessivamente 20 milioni di euro, cofinanziati dall’Unione europea, dallo Stato e dalla Regione.

Nel contesto dell’intervento SRD02 – Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale (per il quale la Regione del Veneto fino al 2027 ha programmato 70,2 milioni di euro), sono stati attivati tre diversi bandi, corrispondenti ad altrettante azioni, rivolte ad imprese agricole singole o associate e cooperative agricole di produzione (coltivazione e allevamento).

Il bando dell’Azione A “Investimenti per la mitigazione dei cambiamenti climatici” è finanziato con 13 milioni di euro ed è finalizzato alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (metano e azoto) e altri inquinanti dell’aria (ammoniaca). Le operazioni finanziabili riguardano strutture e impianti per lo stoccaggio di residui agricoli e reflui, come ad esempio la costruzione e la copertura di vasche per i liquami e l’installazione di impianti di separazione tra materia solida e liquida. Il bando prevede un finanziamento all’80% della spesa ammessa e le domande di aiuto vanno presentate entro il 29 aprile 2024.

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Il bando dell’Azione C “Investimenti per il risparmio idrico” dispone di 4 milioni di euro e punta ad incentivare investimenti per un uso efficiente dell’acqua. Grazie a questo bando sarà possibile finanziare impianti e tecnologie irrigue finalizzati al risparmio idrico. Sono ammessi investimenti per la riconversione di impianti di irrigazione esistenti, l’ammodernamento degli impianti e l’installazione di contatori per la misurazione dell’acqua erogata. Inoltre è ammessa la realizzazione di bacini di invaso dell’acqua irrigua sino ad un volume di 50.000 mc per azienda agricola. I sostegni variano a seconda del tipo di aziende e delle zone: per i giovani agricoltori l’aiuto va dal 60% (zona montana) al 50% (altre zone); per le altre imprese dal 50% (zona montana) al 40% (altre zone). Gli investimenti che prevedono un maggiore risparmio idrico potenziale otterranno punteggi più alti in fase di selezione delle domande. Il bando scade il 28 marzo 2024.

Il bando dell’Azione D “Investimenti per il benessere animale” stanzia 3 milioni di euro e mira a favorire l’evoluzione degli allevamenti verso un modello più sostenibile ed etico, anche attraverso l’introduzione di sistemi di gestione innovativi e di precisione, che incrementino il benessere degli animali e la biosicurezza, anche con riferimento all’antimicrobico resistenza. E’ previsto il finanziamento, ad esempio, di impianti automatizzati per il miglioramento del microclima, di sistemi per il miglioramento della gestione dell’acqua di abbeveraggio, di sistemi e dispositivi per il miglioramento del comfort di stabulazione, di sistemi per la pulizia e la disinfezione automatizzata dell’allevamento. Anche in questo caso i sostegni variano a seconda del tipo di aziende e delle zone: per i giovani agricoltori l’aiuto va dal 60% (zona montana) al 50% (altre zone); per le altre imprese dal 50% (zona montana) al 40% (altre zone). Il termine per le domande di aiuto scade il 29 aprile 2024.

Per conoscere le modalità di presentazione delle domande è possibile contattare gli sportelli unici agricoli di Avepa, l’organismo pagatore regionale.

Storie di sviluppo rurale

Alcune delle realtà che hanno realizzato investimenti di natura ambientale grazie al sostegno del PSR Veneto dal 2014 ad oggi, sono state al centro della campagna “Storie di sviluppo rurale”, condotta dall’Autorità di gestione del PSR per far emergere alcuni dei casi più interessanti finanziati grazie al fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale – FEASR.

L’iniziativa di comunicazione ha fatto conoscere, tra le altre, le soluzioni per il miglioramento ambientale adottate da Francesco Gallmann dell’azienda agricola Gallmann Bioenergy (Chioggia – VE), da Martina Peruzzi dell’azienda agricola La Favorita (Megliadino San Vitale – PD), da Andrea Lora della Fattoria Ai Capitani (Schio – VI) e da Luca Cavallaro dell’azienda agricola Dominio di Bagnoli (Bagnoli di Sopra – PD).



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