Finanziamenti – Agevolazioni

Servizi e consulenze

Esegui una nuova ricerca

More results...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
#adessonews
Agevolazioni
Agevolazioni finsubito
Agricoltura
Economia
Immobili
Legislazione
Prestiti - Mutui
Prestito aziendale
video news dalla rete


Il caso

Nell’ottobre 2020 un Istituto di credito otteneva dal tribunale di Civitavecchia un decreto ingiuntivo per la somma di € 31.640,00 avente titolo in un contratto di finanziamento con cessione del quinto della pensione. Il debitore ingiunto proponeva opposizione in ragione di plurimi motivi. L’istituto convenuto (opposto) non si costituiva e pertanto alla prima udienza del 5.5.2021 il Giudice ne dichiarava la contumacia; l’opponente eccepiva il mancato esperimento del tentativo obbligatorio della mediazione e chiedeva fissarsi udienza di precisazione delle conclusioni. Il 3.11.2021 l’Istituto si costituiva in giudizio chiedendo, per quanto qui di interesse, la fissazione di udienza per l’espletamento della mediazione, di ritenere pertanto procedibile la domanda ed il rigetto dell’opposizione; l’opponente insisteva nella eccezione della improcedibilità per tardività della mediazione. Revocata la dichiarazione di contumacia all’udienza 17.12.2021 seguiva ordinanza 8.3.2022 con cui giudice, verificato il deposito (il 25.11.2021) dell’esito negativo della mediazione esperita dall’Istituto opposto, riteneva la causa matura per la decisione e rinviava all’udienza del 3.2.2023 per la precisazione delle conclusioni.

La decisione sulla (im)procedibilità della domanda

Il Tribunale di Civitavecchia, con la sentenza in commento, rigetta l’eccezione di improcedibilità della domanda radicata con il ricorso per ingiunzione (accolta con l’emissione del decreto ingiuntivo) alla luce delle seguenti considerazioni.

Dopo aver ricordato, riportandoli, il testo degli artt. 5, comma 6, e 5 bis, comma 1, D.Lgs. n. 28/2010 la sentenza così recita:

“… l’opponente ha sollevato l’eccezione relativa alla mancata condizione di procedibilità per non essere stata espletata la procedura di mediazione obbligatoria allorquando il convenuto non si era costituito ed era stato dichiarato contumace e non ha richiesto alcuna pronuncia su istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione. Dunque, non potendo l’opposta esperire il tentativo di mediazione, in quanto non costituita, l’eccezione doveva ritenersi infondata né il Giudice poteva di ufficio fissare udienza con onere per il convenuto di esperire la procedura di mediazione nei termini fissati.

Con la costituzione tardiva, il convenuto ha, tra l’altro, allegato la richiesta di fissazione di udienza per la mediazione obbligatoria, che si è tenuta in data 25 novembre 2021 con esito negativo. A successiva udienza, inoltre il convenuto ha richiesto concedersi la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo e rigettarsi l’eccezione di controparte, ma tali questioni, non essendo state sollevate e dedotte in prima udienza non potevano essere accolte e dunque, su richiesta delle parti, la causa è stata rinviata per la precisazione delle conclusioni. Per i motivi sopra esposti, non può essere accolta l’eccezione di improcedibilità sollevata dalla parte opponente.”

Il commento

In premessa deve dirsi che la decisione in oggetto è coerente con l’impianto normativo che disciplina il rapporto tra processo scaturito da azione monitoria e mediazione. Invero il Tribunale ha fatto corretta applicazione delle regole processuali afferenti al caso. In particolare:

Finanziamenti – Agevolazioni

Servizi e consulenze

1) in prima istanza, non ha accolto l’eccezione di improcedibilità della domanda atteso che:

a) il tentativo di mediazione doveva essere esperito dall’opposto – ricorrente in sede monitoria – art. 5 bis, comma 1 D.Lgs. n. 28/2010

b) l’opposto non era nella condizione di esperirlo perché non costituito e dichiarato contumace

c) per effetto quanto sopra l’udienza di rinvio cui il giudice deve rinviare a chiusura prima udienza per consentire l’espletamento del tentativo di mediazione non poteva essere fissata perché, dice il Tribunale, “… nè il Giudice poteva di ufficio fissare l’udienza con onere per il convenuto di esperire la procedura nei termini fissati”.

2) in seconda istanza, ha nuovamente rigettato l’eccezione di improcedibilità della domanda sollevata (questa volta) per tardività dell’esperimento della mediazione a ragione del fatto che l’incombente era stato comunque assolto in sede di costituzione dell’opposto (richiesta di fissazione udienza per esperimento mediazione e successivo esito negativo depositato agli atti).

Tuttavia, è proprio la coerenza e correttezza applicativa della normativa in questione da parte del giudice a destare qualche perplessità in ordine alla concreta realizzazione della ratio che ha ispirato l’introduzione dell’Istituto della mediazione nel nostro ordinamento, per lo meno dicasi, in relazione alla fattispecie specifica sottoposta alla cognizione del Tribunale di Civitavecchia.

Perplessità che originano dalle considerazioni inerenti a:

Finanziamenti – Agevolazioni

Servizi e consulenze

1) Natura del procedimento: l’opposizione a decreto ingiuntivo dà luogo ad un procedimento che solo formalmente inverte la posizione delle parti. In esso l’attore – per ciò intendendo il soggetto che ha investito l’organo giurisdizionale vantando pretese contro un altro soggetto – è colui che ha ottenuto , nella precedente fase monitoria , il decreto ingiuntivo e che quindi – oltre ad essere il soggetto avente il fisiologico interesse a coltivare l’azione dando impulso ai propri atti per pervenire il prima possibile ad una sentenza di accoglimento delle proprie ragioni – è anche il soggetto che, in tale procedimento, parte in posizione di vantaggio.

2) Istituto della contumacia: difendersi in giudizio è un diritto (financo costituzionale) ma non anche un dovere. Pertanto è un diritto anche non difendersi, posizione che, sebbene da un lato il nostro ordinamento concepisca come la scelta consapevole di una precisa, quanto legittima, condotta processuale ( eccezion fatta solo per le ipotesi che configurano e consentono la rimessione in termini ), sotto altro profilo provvede – con le dovute garanzie ad esso proprie – a sanzionare riducendo sotto diversi profili il perimetro difensivo interamente accordato a coloro che, diversamente, esercitano in pieno e sin da subito il diritto in oggetto.

3) Finalità della mediazione: la mediazione costituisce un ADR ossia, tradotto dalla terminologia anglosassone, un Sistema di Risoluzione delle Controversie Alternativo ( alla loro risoluzione in ambito giudiziario) e, in quanto tale, la finalità che il Legislatore ha inteso perseguire con la sua introduzione nell’ordinamento è il deflazionamento del contenzioso giudiziale vale a dire, l’adozione di un istituto che realizzi l’obiettivo di ridurre il numero delle cause radicande avanti gli Organismi Giudiziari e/o di ridurre i tempi delle cause avanti agli stessi radicate. Tale intento deflattivo è stato avvertito sempre più stringente tanto da aver interessato, via via, ambiti sempre più estesi dell’intero universo “contenzionabile” e determinato alla proliferazione di materie assoggettate a specifiche procedure di risoluzione alternativa delle dispute. In tale contesto e prospettiva si è mossa dichiaratamente la Riforma Cartabia con le profonde incisioni e modifiche apportate al D.Lgs. n. 28/2010, oltre che all’intero impianto del processo civile.

Ebbene nell’esaminare la fattispecie di cui alla sentenza in commento non pare inverosimile poter rinvenire un depotenziamento delle prerogative della mediazione e, con esso, la frustrazione delle sue finalità – ciò in aperta contraddizione con la rilevante espansione dell’Istituto voluta ed attuata con la Riforma Cartabia – per e quale effetto della mancata introduzione – nella riforma Cartabia del processo civile – di adeguamenti/correttivi necessari a consentire alla mediazione di conseguire il suo fine con l’efficacia coerente alle dimensioni del ruolo che la riforma ha intesto attribuirle.

Se l’esigenza più sentita dal legislatore è la riduzione del contenzioso giudiziale – ossia, alla stessa stregua, ridurre ai minimi termini l’iscrizione di cause nei ruoli dei Tribunali e limitare il più possibile sui detti ruoli il tempo di permanenza delle cause iscritte- dovrebbe apparire ovvio, ancor più che ragionevole, pensare all’inserimento di regole che, senza compromettere l’esercizio del diritto di difesa, fissino dei paletti atti a sollecitare l’attività processuale delle parti evitando che le stesse possano procrastinare ingiustificatamente i tempi del processo sulla base di scelte unicamente discrezionali.

Il caso in oggetto rappresenta una chiara esemplificazione.

Invero, qui:

Finanziamenti – Agevolazioni

Servizi e consulenze

-) si è in presenza di un creditore-ricorrente in monitorio – attore (in senso sostanziale) nel giudizio di opposizione che la legge onera, alla prima udienza, dell’incombente di esperire la mediazione (che potrebbe porre termine al giudizio) che sceglie di non attivare alcuna difesa ( contumace) pur essendo stato lui ad azionare la pretesa di cui chiede riconoscimento al Tribunale;

-) trova applicazione la norma (art. 5 bis, comma 1, D.Lgs. n. 28/2010) che stabilisce che il Giudice alla prima udienza, accertato il mancato esperimento della mediazione, debba fissare udienza successiva allo scadere del termine di legge della mediazione; ciò, tuttavia, sul presupposto implicito che la parte onerata di attivare la mediazione ( cioè il soggetto di cui sopra ) non sia contumace per essersi costituto entro la prima udienza; diversamente il giudice non può dichiarare l’improcedibilità della domanda eccepita dalla controparte perché non c’è nessuna norma che imponga o facoltizzi il Giudice a considerare come non esperito il tentativo di conciliazione ad opera della parte onerata per il solo fatto della sua contumacia;

-) trova applicazione la norma (art. 293 c.p.c.) che consente al contumace di costituirsi fino all’udienza di precisazione delle conclusioni ma non c’è una norma che consideri decaduto il contumace che si costituisce dall’esperire il tentativo di mediazione;

-) si è in presenza di un creditore-ricorrente in monitorio – attore (in senso sostanziale) nel giudizio di opposizione che oltre un anno dopo la notifica dell’atto di opposizione si costituisce in giudizio ed esperisce il tentativo di mediazione;

-) il Giudice non può dichiarare l’improcedibilità della domanda per tardivo esperimento del tentativo di mediazione poiché esso è stato comunque esperito da chi ne era onerato appena sorta la condizione per poterlo fare (la costituzione in giudizio) e non c’è norma che imponga o facoltizzi il Giudice a considerare come non esperito il tentativo di conciliazione ad opera della parte onerata a ragione della circostanza che l’abbia fatto solo al momento della sua costituzione tardiva.

Ebbene, il legislatore della Riforma, nell’ingente mole di modifiche tutte attuate per accelerare i tempi del processo civile, si è dimenticato di farlo laddove, come in questo caso, avrebbe avuto davvero senso e significato farlo; al proposito pare potersi evidenziare che sarebbe stato sufficiente:

1) integrare l’art. 167 c.p.c., comma 2, aggiungendo all’elenco delle decadenze in cui incorre il convenuto nel caso di mancata costituzione o tardiva costituzione oltre il termine di all’art. 166 c.p.c. anche quella relativa al mancato esperimento del tentativo di mediazione.

Finanziamenti – Agevolazioni

Servizi e consulenze

oppure,

2) integrare l’art. 5 bis, comma 1, D.Lgs. n. 28/2010 stabilendo che in caso di contumacia della parte che ha proposto il decreto ingiuntivo il Giudice fissi la successiva udienza dopo la scadenza del Termine di cui all’ articolo 6 e contestualmente integrare l’art. 292 c.p.c. aggiungendo all’elenco delle ordinanze da notificarsi personalmente alla parte anche quella di cui all’art. 5 bis, comma 1, D.Lgs. n. 28/2010.

Riferimenti normativi:

Art. 167 c.p.c.

Art. 293 c.p.c.

Art. 5, D.Lgs. n. 28/2010

Art. 5 bis, D.Lgs. n. 28/2010

Copyright © – Riproduzione riservata


Finanziamenti – Agevolazioni

Servizi e consulenze



Source link

Finanziamenti – Agevolazioni

Servizi e consulenze

La rete #dessonews è un aggregatore di news e replica gli articoli senza fini di lucro ma con finalità di critica, discussione od insegnamento,
come previsto dall’art. 70 legge sul diritto d’autore e art. 41 della costituzione italiana. Al termine di ciascun articolo è indicata la provenienza dell’articolo.
Il presente sito contiene link ad altri siti Internet, che non sono sotto il controllo di #adessonews; la pubblicazione dei suddetti link sul presente sito non comporta l’approvazione o l’avallo da parte di #adessonews dei relativi siti e dei loro contenuti; né implica alcuna forma di garanzia da parte di quest’ultima.
L’utente, quindi, riconosce che #adessonews non è responsabile, a titolo meramente esemplificativo, della veridicità, correttezza, completezza, del rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e/o industriale, della legalità e/o di alcun altro aspetto dei suddetti siti Internet, né risponde della loro eventuale contrarietà all’ordine pubblico, al buon costume e/o comunque alla morale. #adessonews, pertanto, non si assume alcuna responsabilità per i link ad altri siti Internet e/o per i contenuti presenti sul sito e/o nei suddetti siti.

Per richiedere la rimozione dell’articolo clicca qui

Finanziamenti – Agevolazioni

Servizi e consulenze

La rete #dessonews è un aggregatore di news e replica gli articoli senza fini di lucro ma con finalità di critica, discussione od insegnamento,
come previsto dall’art. 70 legge sul diritto d’autore e art. 41 della costituzione italiana. Al termine di ciascun articolo è indicata la provenienza dell’articolo.
Il presente sito contiene link ad altri siti Internet, che non sono sotto il controllo di #adessonews; la pubblicazione dei suddetti link sul presente sito non comporta l’approvazione o l’avallo da parte di #adessonews dei relativi siti e dei loro contenuti; né implica alcuna forma di garanzia da parte di quest’ultima.
L’utente, quindi, riconosce che #adessonews non è responsabile, a titolo meramente esemplificativo, della veridicità, correttezza, completezza, del rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e/o industriale, della legalità e/o di alcun altro aspetto dei suddetti siti Internet, né risponde della loro eventuale contrarietà all’ordine pubblico, al buon costume e/o comunque alla morale. #adessonews, pertanto, non si assume alcuna responsabilità per i link ad altri siti Internet e/o per i contenuti presenti sul sito e/o nei suddetti siti.

Per richiedere la rimozione dell’articolo clicca qui

Finanziamenti – Agevolazioni

Servizi e consulenze