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Il funzionamento

La cessione è un finanziamento molto particolare la cui legge istitutiva risale addirittura al 1950. La durata non può essere superiore ai 10 anni ed è di minimo due anni.

Il datore di lavoro o l’Inps sono tenuti ad accettare la cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Il capitale erogato non può superare i 75.000 euro. Inoltre, è previsto per legge che in caso di cessione del quinto dello stipendio il richiedente stipuli una polizza vita a copertura del credito per il rischio morte ed una per il rischio perdita del lavoro.

In caso di cessione del quinto della pensione invece la copertura assicurativa è unicamente quella per il rischio morte.

Queste coperture sono a carico di solito del cliente, anche se ultimamente sono tante le banche che si accollano il costo assicurativo. Il costo può anche essere significativo visto anche il profilo di rischio che può avere un dipendente o un pensionato. Sarebbe diritto del cliente comprare dove meglio crede queste coperture ma è impossibile perché l’offerta prevede un pacchetto non modificabile: cessione e polizze scelte dalla banca o dalla finanziaria.

Cessione del quinto dello stipendio, per chi?

Possono chiedere la cessione sia i dipendenti a tempo determinato che quelli a tempo indeterminato; questi ultimi però hanno maggiori possibilità di avere un’offerta perché considerati meno a rischio. Alcuni operatori erogano la cessione solo ai dipendenti statali oppure a dipendenti privati di aziende con un certo numero di dipendenti (almeno 15- 16).  Inoltre, viene chiesta anche una certa anzianità di servizio (almeno sei mesi o di più a seconda dell’operatore). Sul costo incide anche l’età del dipendente; più si è avanti con l’età e più il costo della cessione cresce anche per fini assicurativi.

Informativa precontrattuale, taeg e vendite combinate

Ovviamente anche per la cessione del quinto gli operatori devono osservare gli obblighi pubblicitari e di trasparenza previsti per le altre operazioni di credito al consumo. Dunque, indicazione in tutti i documenti del Taeg e consegna al cliente dell’informativa precontrattuale prima della conclusione del contratto; anche per la cessione esiste il modulo SECCI o IEBCC. Questo modulo deve essere consegnato al cliente ben prima della conclusione del contratto nel momento in cui chiede informazioni per il confronto e la scelta dell’offerta migliore. Essendo sempre presenti delle coperture assicurative, nel caso siano acquistate dalla banca o dalla finanziaria occorre avere la documentazione precontrattuale delle coperture. In questo modo è possibile capire quanto costa il finanziamento proposto e rendersi conto dei vari elementi di costo. Inoltre, è possibile fare confronti per scegliere l’offerta migliore.

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Per i prestiti di cessione del quinto la legge prevede obbligatoriamente per chi chiede il prestito una polizza sulla vita che intervenga a ripagare il credito residuo in caso di morte del richiedente. Inoltre, nel caso di cessione del quinto dello stipendio serve anche obbligatoriamente una copertura assicurativa per il rischio perdita di lavoro che si aggiunge a quella per il rischio morte. Beneficiaria della o delle polizze è ovviamente la banca/finanziaria che così in caso di morte del cedente o di perdita del lavoro ha la certezza di poter recuperare tutto il residuo. Anche in questo caso come per i più noti prestiti personali il cliente deve avere la possibilità di scegliere dove meglio crede le polizze. E vige il divieto per l’intermediario di essere contemporaneamente venditore e beneficiario della polizza.

Questi prodotti è diritto del cliente acquistarli dove meglio crede. Se non è possibile la banca compie una pratica scorretta. In molti casi la banca chiede anche che si sia suoi correntisti per concedere la cessione. Anche questa è una richiesta illecita, a maggior ragione nel caso della cessione del quinto le cui rate non transitano dal conto corrente ma direttamente sul cedolino dello stipendio o della pensione.

Come sempre per valutare la convenienza di un’offerta serve conoscerne il Taeg che per legge deve includere tutte le spese, da quelle assicurative (anche se obbligatorie) a quelle di mediazione. Molto spesso però le spese non sono comunicate correttamente; vale la pena sempre verificare qual è il vero costo complessivo della cessione de quinto. Sul nostro sito trovate un calcolatore che vi può aiutare a capire qual è il taeg vero della vostra cessione del quinto. Lo trovate qui

La rete di vendita

Sono autorizzati ad erogare la cessione del quinto le banche e le finanziarie che possono anche utilizzare per la vendita mediatori o agenti in attività finanziaria. Tutti gli operatori devono essere iscritti nell’apposito albo tenuto da Banca d’Italia se si tratta di banche o finanziarie oppure tenuto da OAM, l’organismo di controllo dell’attività di mediazione nel caso di agenti in attività finanziaria e mediatori. Soprattutto in passato la rete di vendita di una cessione del quinto è stata molto più articolata di quella di un prestito personale.

Accade infatti che le banche spesso si affidino a società specializzate che a loro volta si affidano ad agenti in attività finanziaria. Oggi però dopo anche gli interventi sul settore di Banca d’Italia le banche hanno un ruolo molto più attivo e spesso distribuiscono la cessione del quinto direttamente in filiale, almeno nei casi di prodotti semplici, come ad esempio le cessioni del quinto della pensione in convenzione. D’altra parte, sono anche scomparsi molti operatori finanziari dopo le richieste più stringenti dal punto di vista del patrimonio fatte da Banca d’Italia e si sono ridotti anche gli agenti in attività finanziaria e i mediatori creditizi che operano nel settore.

Gli interventi di Banca d’Italia hanno infatti reso illecite alcune pratiche, riducendo in questo modo i margini della catena distributiva. Banca d’Italia è anche intervenuta a livello di compliance: sono richiesti capitali sociali minimi di 120.000 euro e l’iscrizione all’OAM richiede obblighi formativi piuttosto onerosi. Inoltre, c’è anche bisogno dell’iscrizione alla sezione E del RUI (Registro Unico degli Intermediari assicurativi) tenuto presso l’IVASS (una componente fondamentale nei contratti di cessione del quinto infatti sono le polizze assicurative). Insomma, il controllo sul settore da parte delle Autorità e le regole più stringenti hanno ridotto la rete distributiva e in questo caso hanno portato dei benefici sul costo complessivo della cessione del quinto per i cittadini (si sono infatti ridotte le commissioni di mediazione).

Come si fa a riconoscere se un operatore è autorizzato?

Esistono degli albi su cui è possibile verificare l’iscrizione del soggetto a cui ci si sta rivolgendo. Per le banche e le finanziarie gli albi si trovano qui sul sito di Banca d’Italia. Per mediatori e agenti in attività finanziaria invece gli albi sono sul sito OAM.

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In base alle norme tutti i documenti e i messaggi pubblicitari di un prestito devono riportare il numero di iscrizione del soggetto agli albi. Non averlo è già un brutto segnale.

Cosa fare prima di concludere il contratto

Una volta individuata l’offerta migliore si può procedere alla richiesta vera e propria che richiede la presentazione di una documentazione particolare. In aggiunta alla carta di identità e al codice fiscale già normalmente richiesti per un prestito, occorre presentare:

  • la busta paga o il cedolino della pensione
  • il certificato di stipendio fornito dal datore di lavoro (dove sono riportati la data di assunzione, la retribuzione lorda e netta, il TFR maturato, le eventuali trattenute o pignoramenti già presenti sullo stipendio);

Tra i documenti accessori anche il benestare dell’azienda che si impegna ad effettuare puntualmente i pagamenti; questo documento viene richiesto direttamente dalla banca o dalla finanziaria al datore di lavoro, attraverso la notifica del contratto di finanziamento. Il richiedente dovrà inoltre firmare una delega a favore del datore di lavoro a prelevare mensilmente dallo stipendio l’importo necessario al rimborso delle rate.

Il finanziamento non viene erogato fino all’emissione della polizza da parte della compagnia ed al rilascio dell’atto di benestare da parte del datore di lavoro o dell’Inps.

Quando si recede dal finanziamento

Il diritto di recesso può essere esercitato entro 14 giorni dalla stipula del finanziamento per via di un ripensamento da parte del cliente che non necessita alcun consenso da parte della banca o da parte del mediatore creditizio. Il diritto di recesso va comunicato all’erogatore e se il finanziamento è già stato attivato si hanno 30 giorni di tempo per restituire capitale o interessi maturati previsti dalle condizioni del contratto.

Quando si estingue

Anche la cessione del quinto può essere estinta anticipatamente prima della scadenza. La commissione di estinzione anticipata segue le regole degli altri finanziamenti di credito al consumo: se il finanziamento viene estinto quando alla scadenza del contratto manca più di un anno si applica una commissione di massimo l’1% e di massimo lo 0,5% se al momento dell’estinzione anticipata manca meno di un anno. E comunque non si paga alcuna commissione se si fa un’estinzione totale ed il residuo è inferiore ai 10.000 euro.

Il rimborso delle spese

Molti dei ricorsi che arrivano all’Arbitro bancario finanziario riguardano proprio la cessione del quinto, Si tratta della questione più discussa dopo carte di credito, bancomat e conti correnti. Il tema più scottante riguarda l’estinzione anticipata di questi finanziamenti e i costi che il consumatore deve sopportare.

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Esiste infatti il diritto del cliente in caso di estinzione anticipata ad un rimborso delle spese già pagate. In pratica la banca o la finanziaria al momento dell’estinzione anticipata gli deve restituire le spese pagate in un’unica soluzione e relative all’intera durata della cessione e che dunque sono relative a servizi non utilizzabili dopo l’estinzione.

Dunque, in caso di estinzione anticipata del finanziamento, gli intermediari sono tenuti a restituire pro quota, con riferimento al periodo non goduto del finanziamento, tutte le componenti di costo soggette a maturazione nel corso del tempo – tra cui le commissioni e i premi assicurativi – versate anticipatamente dal cliente.

La direttiva sul credito al consumo (2008/48) e quindi il Testo unico bancario (dlgs 385/1993) che l’ha recepita prevedono espressamente il diritto del consumatore ad estinguere anticipatamente in tutto o in parte in qualsiasi momento il suo prestito o la sua cessione del quinto. E prevedono anche che in caso di rimborso anticipato il cliente abbia diritto ad una riduzione del costo totale del prestito che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto.

In alternativa alla cessione del quinto della tua pensione puoi valutare un prestito personale attraverso il nostro simulatore.

Quali spese si possono rimborsare?

Ciò significa che quando si chiede un rimborso anticipato di un prestito o di una cessione del quinto si pagherà la commissione di estinzione anticipata (pari al massimo all’1% del residuo o a massimo lo 0,5% del residuo nell’ultimo anno di prestito e non si paga se il residuo non supera i 10.000 euro) ma si avrà anche diritto a non pagare gli interessi e le spese mensili per il periodo successivo all’estinzione e, se si sono pagate spese una tantum all’inizio, si ha anche diritto al rimborso di parte di esse.

Bisogno d’aiuto? Chiama la consulenza economica

Se stai pensando di richiedere la cessione del quinto dello stipendio o se semplicemente hai bisogno di un aiuto sui temi economici, puoi contare su di noi. La consulenza economica riservata ai soci risponde al numero 02 6961580
dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.



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