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La pensione anticipata, che ha sostituito la precedente pensione di anzianità, offre la possibilità di uscire dal lavoro con un requisito di età inferiore a quello previsto per il pensionamento di vecchiaia. Chi sono i beneficiari? Quali sono i requisiti richiesti per l’uscita dal lavoro prima del compimento dell’età pensionabile ordinaria?

Che cos’è la pensione anticipata?

Introdotta dall’art. 24 co. 10 del D.L. n. 201/2011 (legge Fornero di riforma del sistema previdenziale), la pensione anticipata costituisce il trattamento previdenziale che ha sostituito la precedente pensione di anzianità e che può offrire la possibilità di uscire dal lavoro con un requisito di età inferiore a quello previsto per il pensionamento di vecchiaia (attualmente pari a 67 anni).

Chi ha diritto alla pensione anticipata?

La pensione anticipata può essere ottenuta dagli iscritti presso la generalità delle gestioni previdenziali amministrate dall’INPS, con un minimo di 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne.

Per effetto del D.L. n. 4/2019, al requisito contributivo non si applicano, sino al 31 dicembre 2026, gli adeguamenti alla speranza di vita come riscontrati dall’Istat.

A partire dalla maturazione del requisito contributivo, per la liquidazione della pensione è necessaria l’attesa di un periodo di “finestra” pari a 3 mesi; durante questo periodo, l’interessato può continuare a lavorare. Non è previsto il raggiungimento di un requisito anagrafico minimo.

Per ottenere la pensione anticipata devo smettere di lavorare?

Perché si abbia diritto alla liquidazione del trattamento pensionistico, è necessario che risulti cessata ogni eventuale attività di lavoro subordinato (nessuna interruzione è invece necessaria per i rapporti di lavoro autonomo o parasubordinato).

L’attività di lavoro dipendente deve risultare effettivamente cessata alla data di decorrenza della pensione. In seguito, è comunque possibile iniziare un nuovo rapporto di lavoro dipendente, in quanto il D.L. n. 112/2008  prevede la piena cumulabilità del trattamento pensionistico anticipato e di anzianità con i redditi di lavoro.

Quali sono i contributi utili per ottenere la pensione anticipata?

Ai fini del raggiungimento del requisito pensionistico sono utili tutti gli accrediti contributivi: obbligatori, volontari, da riscatto, figurativi.

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Devono però risultare almeno 35 anni di contribuzione al netto degli accrediti figurativi per disoccupazione indennizzata, malattia e infortunio non integrati dal datore di lavoro (art. 22, co.1, L. n. 153/1969; circ. INPS 180/2014).

Il requisito contributivo può essere ottenuto anche in regime di cumulo (art. 1, co. 239 e ss., l. n. 228/2012), come modificato dalla L. n. 232/2016, ossia sommando, ai fini del diritto a pensione, i versamenti accreditati presso gestioni previdenziali differenti, comprese le casse professionali.

Come si calcola la pensione anticipata?

La pensione anticipata è calcolata allo stesso modo della generalità dei trattamenti previdenziali, ossia, per quanto concerne le gestioni amministrate dall’INPS, attraverso il sistema:

retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per coloro che possiedono almeno 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995;

– retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo (cd. sistema misto), per coloro che possiedono meno di 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995;

integralmente contributivo, per chi non possiede accrediti al 31 dicembre 1995, nonché per coloro che scelgono di avvalersi dell’opzione al contributivo (art. 1 co. 23 L. n. 335/1995) e in merito agli accrediti presso la gestione Separata.

Laddove la pensione anticipata sia liquidata in regime di cumulo, ai fini del raggiungimento dei 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995, sono considerati tutti i contributi accreditati presso le gestioni INPS, mentre non è considerata eventuale contribuzione accreditata presso le casse professionali.

Sempre con riferimento alla liquidazione in regime di cumulo, ai fini della misura del trattamento ogni gestione liquida la quota di competenza secondo le previsioni del proprio regolamento.

La pensione anticipata, sussistendo le condizioni, può essere integrata al trattamento minimo o beneficiare delle maggiorazioni sociali, tra cui il cd. incremento al milione. Può, inoltre, beneficiare della somma aggiuntiva, o quattordicesima.

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Come richiedere la pensione anticipata?

Per inviare la domanda di pensione anticipata, è innanzitutto necessario effettuare l’accesso al portale web dell’INPS tramite SPID o tramite le proprie credenziali dispositive (CNS o Carta d’identità elettronica Cie 3.0). Successivamente, è necessario accedere al servizio “Domanda di prestazioni pensionistiche: Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.

Successivamente, è necessario cliccare sul riquadro: “Nuova prestazione pensionistica” e, dopo, sul riquadro recante la dicitura “Pensione anticipata”.

Appare poi la pagina contenente i dati anagrafici dell’interessato, da confermare. Nella pagina è richiesto il codice fiscale del coniuge, la data del matrimonio/ della separazione/ del divorzio/ del decesso del coniuge e le informazioni sulla sua residenza (è possibile cliccare su “uguale al coniuge” se la residenza è la medesima).

Terminata la compilazione del riquadro con i dati anagrafici, si deve selezionare il tipo di pensione da richiedere.

La procedura richiede poi numerose informazioni:

– il fondo o i fondi a carico dei quali è liquidato il trattamento ed ai quali si è o si è stati iscritti;

– la data di decorrenza della pensione;

– la data di cessazione dell’attività lavorativa;

– l’eventuale percezione di altre pensioni a carico dello Stato o di enti italiani o esteri;

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– i dati relativi ai redditi propri e del coniuge (nell’ipotesi in cui ci si intenda avvalere di prestazioni collegate al reddito, come l’integrazione al trattamento minimo);

– i dati necessari per il pagamento della prestazione.

All’interno del quadro “richieste aggiuntive” è possibile domandare all’INPS:

– l’accredito di contributi figurativi;

– l’accredito del periodo di servizio militare;

– l’integrazione al minimo;

– l’aumento della pensione, o incremento al milione;

– i trattamenti di famiglia, o assegni per il nucleo familiare;

– ulteriori agevolazioni di legge (ad esempio, la riduzione dell’età pensionabile per invalidità).

All’interno del quadro “dichiarazioni aggiuntive” è possibile dichiarare all’INPS:

– di aver presentato una domanda di riscatto di determinati periodi non contribuiti;

– di aver presentato domanda di ricongiunzione dei periodi assicurativi;

– di aver effettuato il pagamento dei contributi volontari;

– di aver presentato domanda di ricongiunzione;

– di aver richiesto l’accredito di contributi figurativi;

– di aver richiesto l’accredito del periodo di servizio militare.

Prima di inviare la domanda di pensione, è inoltre necessario dichiarare di aver preso visione delle detrazioni fiscali a cui si ha diritto: per richiedere le detrazioni eventualmente spettanti, la procedura offre l’accesso all’apposito servizio, che si apre in una differente sezione.

Inviata la domanda di pensione, è possibile stampare sia la ricevuta di invio con relativo numero di protocollo, che la domanda stessa.

In seguito, il sistema consente di consultare la lavorazione della domanda di pensione all’interno della sezione: “Domanda di prestazioni pensionistiche: pensione, ricostituzione, ratei maturati e non riscossi, certificazione del diritto a pensione” – “Le mie domande”.

Considerata la complessità della procedura di presentazione della domanda di pensione, è possibile avvalersi del contact center Inps integrato, al numero 803.164 (06.164.164 per le utenze mobili) o dell’aiuto di un patronato.

Chi ha diritto alla pensione anticipata con requisito ridotto?

La pensione anticipata può essere ottenuta con un requisito ridotto, pari a 41 anni di contribuzione, più 3 mesi di finestra, nell’ipotesi in cui il beneficiario sia un lavoratore precoce ed appartenente a specifiche categorie tutelate (art. 1 co. 199, L. n. 232/2016).

Sono considerati lavoratori precoci coloro che risultano in possesso di almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro prima del compimento di 19 anni di età.

Nello specifico, hanno diritto alla pensione anticipata con 41 anni di contributi i lavoratori, iscritti alla previdenza obbligatoria alla data del 31 dicembre 1995, che, oltre ad essere “precoci”, soddisfano uno dei seguenti requisiti:

– risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare della prestazione agevolata, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire il trattamento di disoccupazione (Naspi o sussidio analogo), fruito integralmente; non devono inoltre risultare rioccupati, salvo siano stati rioccupati con contratto di lavoro subordinato, con contratto di prestazione occasionale o con libretto famiglia per un periodo non superiore a 6 mesi complessivamente;

– risultano caregiver, cioè lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente portatore di handicap in situazione di gravità, ai sensi dell’art. 3 co. 3, L. n. 104/1992; possono accedere alla misura, dal 2018 (L. n. 205/2017), anche coloro che assistono un disabile portatore di handicap grave convivente, familiare entro il 2° grado, qualora i suoi genitori o il coniuge abbiano compiuto 70 anni, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;

– possiedono un’invalidità, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, uguale o superiore al 74%;

– risultano addetti ai lavori gravosi (facenti parte dell’elenco delle professioni elencate dal D.M. del 5 febbraio 2018) per almeno 6 anni negli ultimi 7 prima del pensionamento, o per almeno 7 anni nell’ultimo decennio;

– risultano addetti a lavori usuranti o a turni notturni (art. 1, co. 1-3, D.Lgs. n. 67/2011).

Come si chiede la pensione anticipata con requisito ridotto?

I lavoratori, per accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, devono ottenere dall’INPS il riconoscimento dei requisiti che danno diritto al trattamento, ossia della condizione di lavoratore precoce nonché appartenente alle categorie tutelate.

La domanda finalizzata al rilascio della certificazione deve essere inviata all’Inps entro il 1° marzo dell’anno in cui maturano le condizioni utili al trattamento. È consentita la presentazione tardiva dell’istanza, non oltre il 30 novembre dell’anno, ma la domanda, in questo caso, viene presa in considerazione solo se residuano le necessarie risorse finanziarie.

Ad esempio, chi matura i requisiti utili alla pensione anticipata precoci entro il 31 dicembre 2022 deve presentare domanda di certificazione dei requisiti entro il 1° marzo 2022, o tardivamente entro il 30 novembre 2022.

Alla presentazione della domanda di certificazione non è necessario soddisfare tutti i requisiti richiesti, ma solo quelli specificamente previsti per la categoria di lavoratori in cui si rientra (ad esclusione del periodo almeno trimestrale di conclusione della prestazione per la disoccupazione), oltre, ovviamente, all’accredito di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro prima del compimento dei 19 anni ed al possesso di contribuzione ante 1996.

Il requisito contributivo viene invece certificato dall’INPS “in prospettiva” e può essere maturato entro la fine dell’anno.

L’INPS, a seguito della presentazione della domanda di certificazione dei requisiti, comunica il suo esito: una volta certificati i requisiti da parte dell’Istituto, gli interessati possono presentare la domanda di pensione anticipata precoci.

Anche in questo caso, è necessaria la cessazione di qualsiasi attività di lavoro dipendente alla data di decorrenza del trattamento pensionistico, mentre non è necessario terminare lo svolgimento di attività lavorative autonome o parasubordinate (collaborazioni).

Chi ha diritto alla pensione anticipata a 64 anni?

Coloro che non possiedono accrediti contributivi al 31 dicembre 1995 possono ottenere, oltre alla pensione anticipata ordinaria, la pensione anticipata contributiva (art. 24 co. 11, D.L. n. 201/2011).

Questo trattamento pensionistico può essere raggiunto se si soddisfano i seguenti requisiti:

– un minimo di 64 anni di età;

– almeno 20 anni di contributi;

– un importo minimo della pensione (cd. importo soglia), pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale.

Per arrivare al requisito di 20 anni di versamenti è possibile utilizzare anche il cumulo contributivo di cui all’art. 1 co. 1, D.Lgs. n. 184/1997, da non confondere col cumulo di cui all’art. 1 co. 239 e ss, L. n. 228/2012. Possono essere incluse in questa tipologia di cumulo le sole casse di previdenza- comprese le casse professionali- i cui trattamenti siano da calcolare con sistema integralmente contributivo di calcolo della pensione (circ. INPS n. 103/2017).

I vecchi iscritti possono ottenere la pensione anticipata a 64 anni?

La pensione anticipata contributiva, in linea di principio, è riconosciuta ai soli lavoratori che non possiedono contribuzione alla data del 31 dicembre 1995, in quanto soggetti al calcolo interamente contributivo del trattamento.

Laddove l’interessato sia in possesso di contribuzione accreditata alla data del 31 dicembre 1995, può tuttavia ottenere la pensione anticipata avvalendosi del computo presso la gestione Separata (art. 3 D.M. n. 282/1996), istituto che comporta il trasferimento di tutti i contributi verso tale gestione e la loro valorizzazione con sistema di calcolo contributivo.

Per poter beneficiare del computo devono essere però soddisfatte le ulteriori seguenti condizioni, considerando la sola contribuzione INPS:

– un minimo di 15 anni di versamenti, di cui almeno 5 accreditati dal 1° gennaio 1996 in poi;

– meno di 18 di contribuzione, ma almeno un contributo, al 31 dicembre 1995;

– almeno un mese di contribuzione accreditato presso la gestione Separata.



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