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Le pensioni a luglio cresceranno per specifiche categorie di percettori, per effetto dell’incremento pensioni minime e della quattordicesima.

Autore: Claudio Garau
Data di pubblicazione: 24 Giugno 2023


Se ne parlava da tempo ormai e finalmente il prossimo luglio una non ristrettissima fetta dei pensionati italiani potrà quasi certamente avvalersi di un assegno di pensione po’ più corposo. Ci riferiamo in particolare a coloro che si gioveranno dell’aumento delle pensioni minime e, anche se questa non è una novità di quest0anno, ai pensionati cui spetta la quattordicesima o somma aggiuntiva.

Diciamo subito che l’incremento sulle pensioni minime appena citato riguarderà specialmente i cittadini che hanno già compiuto 75 anni, invece per ciò che attiene alla quattordicesima, il suo importo sarà variabile in relazione a più fattori, quali l’età, il reddito e l’entità della contribuzione per numero di anni. Lo vedremo tra poco. E di fatto per alcuni pensionati l’aumento pensione in arrivo a luglio sarà di proporzioni ‘eccezionali’, dato che a conti fatti c’è chi potrà intascare un assegno da oltre 900 euro in più rispetto al solito.

Aggiornamento: l’INPS ha rilasciato il Messaggio numero 2329 del 22-06-2023 con il quale annuncia che sulla mensilità di luglio 2023 verrà corrisposto d’ufficio l’incremento in oggetto, comprensivo degli arretrati dalla decorrenza del beneficio e illustra i criteri utilizzati e le attività effettuate a livello centrale.

Vediamo allora più da vicino queste interessanti novità, che sicuramente saranno gradite ai pensionati che ne beneficeranno. I dettagli.

Aumento pensioni minime luglio 2023: il contesto di riferimento

L’aumento delle pensioni minime è oggetto di una specifica previsione di cui al testo nella legge di Bilancio dello scorso dicembre e poi recepito dall’INPS con la circolare n. 35 del 3 aprile 2023 ma, come abbiamo avuto già modo di notare in queste pagine, detto incremento non è ancora scattato per ragioni connesse al funzionamento della macchina organizzativa dell’Inps e all’effettuazione di tutti i calcoli nella maniera corretta.

Ecco perché il primo mese in cui gli assegni minimi cresceranno sarà proprio luglio 2023, e sarà anche la mensilità nella quale l’istituto di previdenza verserà tutti gli arretrati dei mesi anteriori – a partire da gennaio 2023 – non ancora erogati agli aventi diritto.

Approfittiamo per ricordare che la pensione minima Inps costituisce una soglia limite di trattamento previdenziale, aggiornato annualmente, al di sotto di cui la pensione non consente di giovarsi di condizioni di vita dignitose.

Ecco perché laddove un pensionato non riesca a raggiungere dato ammontare, viene riconosciuto a suo favore un importo ulteriore, che prende il nome di “integrazione al minimo” e che consente ai titolari di pensione – in possesso di alcuni requisiti reddituali – di conseguire l’importo della pensione minima Inps.

Video guida incremento straordinario Pensioni

Di seguito la nostra video guida sull’incremento straordinario delle Pensioni minime.

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A quanto ammonta l’aumento previsto

Quali saranno, in concreto, le cifre dell’incremento delle pensioni minime? Ebbene, oltre alla rivalutazione dovuta all’inflazione (che come è noto è del 7,3% per tutto il 2023), la situazione è in sintesi la seguente:

  • per chi ha meno di 75 anni l’aumento della pensione minima sarà pari all’1,5% ed infatti l’ammontare del trattamento passerà da 563,74 euro a 572,74 euro mensili. Di fatto un incremento di circa 8,50 euro al mese, che sommato anche a quello dei 6 mesi anteriori dovrebbe condurre ad un ‘bonus’ totale di circa 60 euro;
  • chi ha 75 anni o più potrà  invece giovarsi di un +6,4% sull’assegno della pensione minima, tale da portarne l’ammontare a 599,82 euro al mese. Si tratta di più di 35 euro mensili che – tenuto conto degli arretrati da saldare – dovrebbe significare più di 250 euro in più in tasca con la pensione minima di luglio. Si tratta di aumenti che varranno solo per il 2023.

In sintesi, dal prossimo luglio l’incremento pensioni minime sarà stabilizzato fino a fine anno, ovvero fino a dicembre 2023. Dal prossimo anno, invece, l’incremento sarà pari al 2,7% per tutte le pensioni minime, al di là dell’età del pensionato beneficiario.

Rivalutazione pensioni: alcuni ulteriori chiarimenti

Queste sono novità che rientrano in un quadro più ampio di revisione integrale del meccanismo di rivalutazione delle pensioni per il prossimo biennio. Di fatto siamo innanzi ad un adeguamento all’inflazione su più scaglioni sulla scorta dell’ammontare della pensione – ad assicurare, come abbiamo appena visto, un trattamento ancora più favorevole proprio per chi si avvale delle cd. pensioni minime e dunque è più bisognoso di aiuto economico.

Ed è vero è che se le pensioni con importi più alti sono state già fatte oggetto di rivalutazione – le ultime sono state quelle di ammontare 4 volte maggiore del trattamento minimo – chi oggi incassa la pensione minima sta aspettando ancora un aumento, che però sarebbe ormai imminente.

Cos’è e a chi spetta la quattordicesima pensionati

Oltre a quanto abbiamo ricordato in tema di pensioni minime, non dimentichiamo che c’è anche la quattordicesima, vale a dire una somma ulteriore che viene erogata tutti gli anni con l’assegno di luglio a chi ha i requisiti.

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In sintesi:

  • la quattordicesima spetta dai 64 anni di età;
  • il suo aumento è maggiore per chi ha un reddito lordo fino a 10.992,93 euro annuali, ovvero
    • la quattordicesima potrà avere il valore di 437 euro se la contribuzione pagata è sotto i 15 anni (18 anni per i lavoratori autonomi), 546 euro se è la contribuzione è invece compresa tra i 15 e 25 anni (tra 18 e 28 per gli autonomi), ed ancora corrisponderà a 655 euro se è sopra i 25 anni (28 anni per gli autonomi);
  • l’aumento è invece più basso per chi arriva fino a 14.657,24 euro ogni anno, ovvero
    • la quattordicesima potrà essere di 336 euro se la contribuzione pagata negli anni è sotto i 15 anni (18 anni per i lavoratori autonomi), oppure del valore di 420 euro se è compresa tra i 15 e 25 anni (tra 18 e 28 per gli autonomi) o ancora, può essere pari a 504 euro se la contribuzione supera i 25 anni (28 anni per gli autonomi).

Chi prenderà più di 900 euro in più a luglio?

Abbiamo visto che l’assegno minimo è aumentato a 563,74 euro da gennaio di quest’anno, importo rivalutato al 7,3% come misura anti-inflazione, e con il bonus sopra citato salirà per un tempo limitato a 572,20 per persone con meno di 75 anni e a 599,82 euro per chi invece oltrepassa detta soglia anagrafica.

Ora a luglio, in virtù delle novità in arrivo, un pensionato con più di 75 anni e che, al contempo, ha più di 25 anni di contributi (e di solito incassa la pensione minima di 563,74 al mese), il mese prossimo potrà giovarsi di un incremento di più di 250 euro per la crescita degli assegni minimi e dei citati 655 per l’arrivo della quattordicesima. A conti fatti poco più di 900 euro nel mese.

This post was last modified on 13 Ottobre 2023


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