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L’Italia è uno dei Paesi con il tasso di anzianità più alto in Europa. Anche per questo motivo, la figura della badante (o del badante, ma qui si parlerà soprattutto al femminile visti i numeri che in Italia riguardano quasi solo donne) è molto richiesta dalle famiglie che hanno bisogno di un sostegno per i propri cari, anche se rappresenta per molti un costo davvero difficile da sostenere.

Le badanti però in moltissimi casi sono una scelta obbligata, e non solo per le persone che non sono autosufficienti, ma anche per quelle che hanno la necessità di avere un piccolo aiuto nell’espletazione delle faccende domestiche. Senza contare il fatto che, nel caso in cui l’anziano debba sentirsi male, può ricevere soccorsi immediati che non avrebbe se fosse da solo.

Cosa fa la badante

Che cosa fa una badante? Si tratta innanzitutto di una collaboratrice domestica che, oltre a curare la casa, supporta la persona anziana che vi abita. Solitamente non ha competenze specifiche – a meno che non si abbiano particolari necessità e bisogno di qualcuno che abbia conoscenze mediche – e offre un servizio basilare.

Il suo primo compito è ovviamente quello di controllare l’anziano e assisterlo nell’espletazione delle normali funzioni quotidiane. La bandate controlla che tutto sia in ordine, che il gas sia spento, che la casa sia pulita e, soprattutto, che la persona con cui vive stia bene e non abbia problemi.

Requisiti e competenze

L’età minima per lavorare come badante o assistente familiare in Italia è 18 anni. Il titolo di studio richiesto è almeno la licenza media.

Di norma, le famiglie tendono a scegliere persone che abbiano almeno frequentato corsi di formazione per assistenza e corsi per badanti in cui si sono acquisite competenze sulla gestione della casa, alimentazione, primo soccorso, igiene personale, tecniche di mobilizzazione, psicologia terza età. Ma importantissimi sono anche aspetti quali empatia, dolcezza, discrezione, senso di cura.

Per quanto riguarda le straniere, per fare la badante devono conoscere la lingua italiana e chi proviene da Paesi extra UE è richiesto un regolare permesso di soggiorno.

Il contratto di lavoro per badanti

Attenzione ai contratti, perché oggi anche per le badanti e le assistenti familiari servono regolari contratti di lavoro. La famiglia che prende una badante deve farle un contratto di lavoro scritto che preveda chiaramente orario, retribuzione, ferie, contributi previdenziali INPS e assicurazione sugli infortuni INAIL, più eventualmente vitto e alloggio se la badante è convivente.

Le informazioni su come stipulare il contratto di lavoro da badante si trovano sulla pagina INPS Cosa fare prima dell’assunzione di un lavoratore domestico.

Per tutti i lavori da badante e assistente familiare si applica il Contratto Collettivo Nazionale per il Lavoro Domestico e la tabella retributiva 2023, dove sono stati inseriti importanti aumenti, anche fino a 2mila euro.

I contratti di solito sono a tempo pieno, di 54 ore, ma è anche possibile un inquadramento part-time di 30 ore. La principale differenza riguarda il caso in cui la badante sia o meno convivente nella stessa casa della persona assistita. Una ulteriore differenziazione riguarda la presenza di persone da badare  autosufficienti o non autosufficienti, e con o senza assistenza notturna.

In base alle mansioni e alla professionalità sono previsti vari livelli contrattuali: A, A super, B, B super, C, C super, D, D super. Per i livelli D e D super sono necessari 30 giorni come periodo di prova, mentre per gli altri inquadramenti il periodo di prova è soltanto di 8 giorni.

Una cosa molto importante da sottolineare è che, anche per le badanti, è possibile la retribuzione con il Libretto di famiglia previsto per i lavori occasionali purché non si superi come compenso il limite di 10mila euro l’anno e non più di 2.500 euro presso un unico datore di lavoro.​

In alternativa all’assunzione da parte delle famiglie, è comunque anche possibile l’assunzione da parte delle Agenzie per il lavoro con un contratto di lavoro in somministrazione. In questo caso è l’agenzia ad occuparsi di tutti gli aspetti burocratici e contrattuali.

CASSACOLF

L’assunzione in regola con i contributi e con il Contratto Collettivo Nazionale permette l’attivazione della CASSACOLF per poter ottenere varie prestazioni e indennità a favore di lavoratrici e datori di lavoro. Sono iscritti a CASSACOLF dunque tutti i dipendenti e i datori di lavoro domestico in regola con i contributi di assistenza contrattuale, nei confronti dei quali vengono applicati i CCNL.

Il dipendente risulta iscritto a CASSACOLF dal primo giorno del trimestre per il quale inizia il versamento a suo nome dei contributi. Il datore di lavoro risulta iscritto dal primo giorno del trimestre in relazione al quale inizia il regolare versamento dei contributi.

Perché sia i dipendenti che i datori di lavoro possano nel tempo continuare a beneficiare delle relative prestazioni è necessario che i contributi di assistenza contrattuale vengano versati in modo regolare e continuativo.

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Quanto costa una badante

Arrivati qui, la domanda cui è necessario rispondere è: quanto può costare avete una badante in casa? I costi da sostenere sono equiparabili a quelli di un lavoro normale ovviamente. Come dicevamo, innanzitutto bisogna distinguere tra convivente e non convivente. Nel primo caso, infatti, alle spese per la professione vanno aggiunte quelle del vitto e dell’alloggio, inesistenti invece nel secondo caso.

Se è convivente nella stessa casa

Se la lavoratrice è convivente, lo stipendio mensile minimo è di 645,50 euro al mese, ovvero 7.746 euro annui, mentre quello massimo è di 1.232,33 mensili, che in un anno sono 14.787,96 euro.

A ciò va aggiunta la tredicesima, un’eventuale indennità e gli scatti di anzianità biennali, che possono essere al massimo 7 e ammontano al 4% della retribuzione minima contrattuale.

Se non è convivente

Se la badante invece non è convivente, la retribuzione è calcolata in base alle ore di lavoro e al tipo di inquadramento. La paga oraria è pari a 4,69 euro l’ora per il livello minimo e di 8,33 euro per quello più elevato.

Vanno aggiunte, poi, le maggiorazioni per gli eventuali straordinari: ammontano al 25% se il surplus di lavoro avviene di giorno, al 50% se è notturno e al 60% nei festivi.



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